La manifestazione
Camp Darby, la Cisl denuncia ancora il comando della base
Dopo i quaranta licenziamenti il segretario Federici accusa «L’accordo economico subordinato al cambio di sindacato»
PISA. Una pioggia di denunce potrebbe abbattersi su Camp Darby. La Cisl accusa il comando Usa di «comportamento antisindacale» e un civile americano di «minacce e aggressione», raccontando i retroscena della manifestazione di venerdì scorso quando circa trecento persone si sono radunate davanti all’ingresso principale della base americana, lungo la via Pisorno, per contestare il taglio di 40 dipendenti civili, dal 30 settembre ufficialmente licenziati.
Il sindacato parla di «comportamento scorretto e provocatorio» da parte del governo americano, che «è la nostra vera controparte in questa vertenza - accusa Gianluca Federici, segretario generale della Cisl di Pisa - che si è reso responsabile dei 40 licenziamenti».
Secondo quanto raccontato dallo stesso segretario della Cisl, da Vittorio Salsedo (segretario Fisascat-Cisl) e da alcuni ormai ex dipendenti della base, «i lavoratori iscritti alla Cisl sono stati invitati dalla direzione del personale a firmare una delega per l’altro sindacato presente nella base, in modo da poter godere dell’incentivo di 18mila euro lordi, ovvero l’indennizzo stanziato dal comando Usa per chi si fosse dimesso entro il 30 settembre».
«Siamo stati chiamati per firmare l’accordo - raccontano alcuni dipendenti licenziati -. La prima domanda che ci ha rivolto il dirigente dell’ufficio del personale riguardava proprio il sindacato di appartenenza. Agli iscritti Cisl è stato chiesto di delegare la rappresentanza sindacale per continuare l’iter dell’accordo. Chi ha rifiutato la delega non ha potuto godere dell'incentivo».
In pratica, in cambio dell’indennizzo è stata chiesta la rinuncia alle azioni legali intraprese dalla Cisl nei confronti del governo Usa, come quella per comportamento antisindacale di alcuni mesi fa (la cui udienza è stata rinviata al prossimo 16 ottobre perché nessun rappresentante del governo americano si è presentato all’udienza di giovedì scorso), e siglare un accordo di conciliazione.
«È un atteggiamento gravissimo, mai riscontrato in 30 anni di militanza sindacale - aggiunge Federici -. Non rispettano le leggi e gli accordi che hanno siglato con il governo italiano, oltre a dimenticare gli incontri con le istituzioni locali e con l’unità di crisi».
«Ciò che fa più indignare - aggiunge Salsedo - è la totale indifferenza verso le istituzioni e le leggi italiane».
«Insieme ai nostri avvocati - annuncia Federici - stiamo cercando di capire se ci sono le condizioni per un’altra denuncia per comportamento antisindacale e anche per una denuncia penale nei confronti dell’amministrazione».
Per la Cisl la vicenda dei licenziamenti dei quaranta lavoratori della base americana non si può proprio chiudere qui. «Non faremo sconti a nessuno - conclude il segretario generale del sindacato - e chi ha sbagliato pagherà».
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