Sicurezza
Bus, Pisa oltre il 38% nella nuova società
Cambiano gli assetti dopo lo scioglimento della Cpt. Sel e Prc alla giunta comunale: attenzione ai rincari delle tariffe
PISA. Mentre Sel e Rifondazione esprimono - con un ordine del giorno in consiglio comunale - la preoccupazione per il futuro del tpl, trasporto pubblico locale, si cominciano a fare i primi conti della Ctt Nord, Compagnia trasporti Toscana: sarà del 38,4% il “peso” di Pisa. Un peso molto più alto del 12,75% che il Comune controllava attraverso la Cpt, Compagnia pisana trasporti, nella vecchia Ctt con sede a Pistoia.
La settimana scorsa, infatti, il consiglio comunale aveva votato lo scioglimento della Cpt e la sua confluenza verso Ctt Nord, cioè quel grande soggetto che nelle intenzioni deve essere in grado di concorrere, con buone possibilità di successo, alla gara per l’individuazione del gestore unico del tpl in Toscana (in sostituzione delle varie aziende esistenti finora, come la Cpt).
A Ctt Nord vengono conferiti dipendenti, autobus, immobili strumentali. La società Praxi di Torino ha stimato il valore dell’azienda pisana in poco più di 20 milioni di euro; il valore di terreni e fabbricati (Ospedaletto, via Battisti) è di circa 18 milioni. Gli immobili non strumentali di Cpt situati a Pisa passano al Comune, insieme alle partecipazioni di Cpt in Valdarno. Restano di proprietà della Cpt beni non utili al servizio per circa 7,5 milioni.
Infine è acquistata la quota del socio privato in Cpt, la Sgtm (30% del capitale), pagando 9 milioni in denaro e 4,5 con la permuta del 60% di 3MT Millenium travel, società che si occupa di trasporti turistici. In Ctt Nord, oltre alla Cpt, confluiscono anche Clap Lucca, Ctt srl, Atl Livorno e Fratelli Lazzi. A metà dicembre quel che resta di Cpt sarà messo in liquidazione.
Al di fuori delle operazioni finanziarie Sel e Prc, però, «impegnano l’amministrazione comunale ad adoperarsi affinché sia ribadita la natura del servizio del tpl come servizio gestito da una società o consorzio di società a maggioranza pubblica». Lo fanno in un documento approvato in consiglio comunale insieme alla delibera di scioglimento, che chiede anche di «fare ogni sforzo perché siano salvaguardati i livelli occupazionali nonostante le azioni di efficientamento richieste dall’armonizzazione ai costi standard definiti dal bando regionale» e di chiedere alla Regione di porre «attenzione alla manovra tariffaria affinché non siano stabiliti aumenti che risultino troppo gravosi per le “utenze deboli”», come anziani e poveri che non possono permettersi rincari.
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