Il Tirreno

Pisa

In via Consani ci sono 42 alloggi vuoti da anni

In via Consani ci sono 42 alloggi vuoti da anni

Presidio di Unione inquilini e Progetto Rebeldìa che criticano il Comune: «Pensi ad assegnare le case e a ristrutturare i 118 appartamenti Erp non locati»

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PISA. Unione Inquilini e Progetto Rebeldìa, ieri mattina, hanno manifestato davanti alle case popolari di via Consani insieme a una cinquantina di persone fra cui varie famiglie in emergenza abitativa. In tutto si tratta di 42 appartamenti abbandonati da anni senza essere mai stati terminati nonostante manchino solo le rifiniture. Dopo il presidio, i manifestanti sono entrati nella struttura per appendere alcuni striscioni alle balconate.

L'iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Progetto Rebeldìa insieme ad altre associazioni pisane, che mira a denunciare la cementificazione e il consumo di suolo: «Si continua a costruire edifici destinati a rimanere in gran parte vuoti - si legge nella nota dei manifestanti - invece di recuperare le volumetrie già esistenti per rispondere alle esigenze reali della città».

Questo percorso culminerà con la manifestazione del 13 ottobre "Diritti nello spazio".

E intanto l’Unione Inquilini ha inviato una nota in cui fa sapere di apprezzare «la volontà e le buone intenzioni dell'assessore alla casa Zambito per cercare di alleviare la sempre più drammatica emergenza abitativa esistente, ma non condivide l'ottimismo col quale il sindaco Filippeschi ha dipinto la situazione casa al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi» in cui fa l’elenco delle case di recente costruzione, di quelle che si faranno e dell’incremento di 200 euro del Comune di Pisa per l’integrazione all’affitto.

«Ma il sindaco e l'assessore alla casa - continua l’Unione Inquilini - niente hanno detto e dicono, e soprattutto fanno, per assegnare i 42 alloggi di proprietà comunale in costruzione dal 2006 in via Consani (Porta a Lucca), degli 8 alloggi comunali da qualche tempo finiti nella Mattonaia (che invece il Comune cede a un'impresa edile in cambio di lavori a Marina), del fallimento della ditta che avrebbe dovuto costruire, sempre in via Bernini (Cep), altri 27 alloggi popolari e dei 118 alloggi di Erp non locati, i quali necessitano di lavori di manutenzione per poterli assegnare al migliaio di famiglie in graduatoria comunale dal 2008».

«Invece di sottrarre dal bilancio comunale 464mila euro - continua la nota -, in un momento in cui si chiede il pagamento di una consistente Imu anche ai proprietari della sola casa di abitazione, per incrementare il fondo per il pagamento "a pioggia" di un modesto sussidio (in media neppure mille euro) rispetto ai proibitivi affitti, avrebbe dovuto essere utilizzato per effettuare le manutenzioni necessarie negli alloggi di Erp sfitti, per poterli assegnare alle famiglie realmente bisognose di casa che (molte dal 2008) aspettano una sistemazione abitativa pagando canoni adeguati ai redditi familiari percepiti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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