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Pisa

E' crisi anche per le esportazioni pisane

E' crisi anche per le esportazioni pisane

Balzano in avanti le vendite negli Stati Uniti (+64%), crollano quelle dirette sul mercato tedesco (-22,5%). Calano le esportazioni di cuoio (-1,9%) e del comparto delle due-tre ruote (-11,4%), crescono le calzature (+12,8%) ed i mobili (+10,1%)

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E' un trimestre con molte ombre quello che emerge dall'analisi dei dati Istat sul commercio estero della provincia di Pisa effettuata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio: le esportazioni provinciali, in un quadro nel quale la domanda mondiale continua a crescere, fanno segnare nel secondo trimestre 2012 una contrazione del 6,1% scendendo a 760 milioni di euro di controvalore. E' la crisi dei mercati europei, con una Germania che riduce i propri acquisti da Pisa di oltre il 22,5%, a spiegare buona parte della caduta delle esportazioni pisane.

Così come registrato nel primo trimestre, la variazione tendenziale pisana del periodo aprile-giugno evidenzia un andamento peggiore rispetto all'Italia (+3,0%) e alla Toscana (+7,6%) che, a dispetto della provincia di Pisa, beneficiano della forte crescita delle esportazione di preziosi (specialmente in Toscana), di prodotti petroliferi e di macchinari. Allargando l'analisi ai primi 6 mesi dell'anno in corso la situazione, seppur leggermente migliore, non registra cambiamento nella tendenze di fondo: nel primo semestre 2012 le esportazioni pisane fanno segnare una contrazione del 2,6% rispetto al 2011. Sul versante delle importazioni (-16,3% nel secondo trimestre) Pisa, a causa della crisi della domanda interna, conferma la caduta segnata nel corso del trimestre precedente.

Nei vari settori, calano le esportazioni di cuoio (-1,9%) e del comparto delle due-tre ruote (-11,4%), crescono le calzature (+12,8%) ed i mobili (+10,1%).

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di Redazione web