Il dolore
Tentato omicidio, ora c’è una pista
Anas e Fs promettono di intervenire a Migliarino con strutture adeguate a proteggere Aurelia e linea ferroviaria
PISA. Tentato omicidio: un fascicolo con questa ipotesi di reato è stato aperto dal sostituto procuratore Sisto Restuccia, che si occupa dell’agguato al diciottenne marocchino avvenuto nella pineta di Migliarino, vicino alla fattoria di Montione, mercoledì all’alba. Il ragazzo, sottoposto ad un lungo e delicato intervento chirurgico durato tutto mercoledì pomeriggio e conclusosi a sera, è ora ricoverato al reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cisanello: la prognosi resta riservatissima. Al suo capezzale il fratello, che vive a Pisa con una compagna italiana. La giovane vittima è stata ferita all’alba di mercoledì da tre colpi sparati con una pistola di piccolo calibro, uno, fatale, alla schiena, causa di una grave lesione spinale che potrebbe avergli intaccato non solo l’uso delle gambe, ma anche quello delle braccia, e gli altri due al collo e alla mano destra. Avrebbe accennato all’aggressione di una sola persona, ma non si esclude che l’agguato sia opera di un gruppo e si starebbero già seguendo alcune piste.
L’indagine non tralascia alcuna pista, ma, dato il luogo, si concentra sul mercato della droga, che, soprattutto di notte, avviene in tutta l’area, dal bosco alla ferrovia che dà sulla Statale, vista come barriera eccellente per sfuggire ad eventuali incursioni della polizia, in pieno sprezzo del continuo pericolo che l’attraversamento di due binari comporta per pusher e acquirenti.
Sul grave fatto di sangue - l’ennesimo che matura nel mondo della criminalità operante dal centro storico della città alle immediate periferie e catalizzatrice di esistenze emarginate e senza altre alternative - si è svolto ieri, proprio a Vecchiano, in Comune, un comitato sulla sicurezza che ha visto coinvolte Pisa e Lucca. E che si è concentrato su due aspetti, uno repressivo, con una intensificazione dei controlli, comunque già continui, l’altro preventivo, con un intervento strutturale richiesto e assicurato da Anas e Ferrovie, l’istituzione di vere e proprie barriere fisiche che chiudano gli accessi ai punti più critici e pericolosi del traffico. Alla riunione c’erano i prefetti di Pisa e Lucca, Francesco Tagliente e Alessio Giuffrida, i sindaci di Vecchiano e Pisa, Giancarlo Lunardi e Marco Filippeschi, forze dell’ordine pisane e lucchesi, col vicepresidente della Provincia, Alessandra Petreri, i vertici regionali di Polfer e Polstrada, Vincenzo Spinosi e Michele La Fortezza, dell’Ente Parco, Sergio Paglialunga, e infine Antonio Mazzeo e Franco Fiumara, rispettivamente capo del compartimento della viabilità Anas Spa e direttore della protezione aziendale del gruppo Ferrovie dello Stato.
«L’azione di contrasto di polizia, carabinieri e vigili - ha detto Tagliente - è costante ma non basta. Bisogna agire anche sulla prevenzione e l’area va messa in sicurezza con iniziative strutturali di Anas e Ferrovie». Gli interventi, forti e incisivi, mireranno ad impedire l’attraversamento dei binari da parte di persone dedite ad attività illecite, ad accelerare i lavori di completamento della Bretella sull’Aurelia e a mettere in sicurezza case cantoniere e caselli ferroviari illegalmente occupati, che si trovano nella pineta di Migliarino. Mazzeo ha assicurato la ripresa dei lavori sulla Bretella e Fiumara ha garantito la massima disponibilità a trovare una soluzione sulla regolarità dell’esercizio ferroviario. «Si tratta di problemi - ha detto il prefetto - che vengono affrontati quotidianamente e che sono difficili da sradicare, ma per i quali si può fare squadra in modo tale da dare una risposta valida alle aspettative dei cittadini. È quello che stiamo cercando di fare».
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