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Pisa

Sant’Agata, la cappella nel degrado

Sant’Agata, la cappella nel degrado

Rifiuti, siringhe, incuria: la denuncia dello scrittore pisano Luca Nannipieri direttore del centro di studi umanistici dell'abbazia di San Savino.

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PISA. La cappella di Sant’Agata, a San Paolo a Ripa d’Arno, versa in una condizione di degrado allarmante: lancia l'allarme il saggista e scrittore pisano Luca Nannipieri, direttore del centro di studi umanistici dell'abbazia di San Savino.

«Se ci si avvicina per ammirare la piccola costruzione medioevale, - spiega Nannipieri - si assiste a uno spettacolo inverosimile: sull' ingresso della cappella e sul prato ci sono feci umane e siringhe usate. Alle spalle dell'edificio c'è anche un letto fatto con dei cartoni, dimora occasionale di qualche senzatetto».

La bellissima cappella ottagonale di Sant Agata, costruita nel XII secolo, «è ridotta a un cesso pubblico per le defecazioni ed è luogo di frequentazione di tossicodipendenti che abbandono le siringhe usate sul prato. Il luogo non è recintato e non è possibile che un simile porcilaio di escrementi e di siringhe infette sia alla portata dei bambini che giocano in quella zona».

Non è imponente come il Duomo né famosa come la Torre pendente, dice il saggista, «ma è sicuramente uno tra i monumenti religiosi più importanti della città per l'alto valore storico e artistico».

È infatti un eccellente esempio di struttura religiosa a pianta ottagonale costruita con buona probabilità dall'architetto Diotisalvi: «Questa cappella dovrebbe essere conservata e valorizzata come testimonianza struggente del patrimonio artistico italiano al pari della chiesa romanica che le si affianca».

La chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno è ancora un cantiere aperto con tante difficoltà e anche nella piazza antistante si registrano condizioni di degrado. Ma Nannipieri si scaglia contro il Comune: «Le difficoltà conservative della chiesa di San Paolo sono complesse ma non c'entrano. L'infittirsi di escrementi e siringhe alla cappella di Sant’Agata è un fatto intollerabile, specie in una città che vuole diventare capoluogo di provincia in nome dell'ampio patrimonio storico artistico che possiede. Diotisalvi è una delle figure della storia mondiale che dovrebbe essere associata a Pisa come avviene per Galilei o per Fibonacci.Un'amministrazione comunale responsabile e avveduta non lascerebbe passare un giorno con questo degrado che invece prosegue da anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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