Il Tirreno

Pisa

Guerra alle false recensioni internet

di Antonio Scuglia
Guerra alle false recensioni internet

Alberghi e ristoranti passano al contrattacco: partono il monitoraggio di Confcommercio Pisa e le prime denunce

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PISA. Vai al ristorante o in albergo, ti trovi male e scrivi, su Trip Advisor o su un altro sito, una recensione sfavorevole.

Giusto, è una manifestazione del libero pensiero e un avvertimento per i futuri possibili clienti.

Ma cosa succede se la stroncatura è tarocca e arriva su ordinazione, cioè da qualcuno che non c’è mai stato e viene pagato appositamente per diffamare la struttura? O magari da un concorrente sleale, o un ex dipendente deluso, che si crede protetto a sufficienza dall’anonimato di Internet?

Gli operatori per un po’ hanno sopportato, ora dicono basta. Con un ampio monitoraggio e ora le prime denunce alla polizia postale. Già: perché se i più furbi e organizzati scrivono da posti “sicuri” magari all’estero, ma quelli più sprovveduti - e sono tanti - usano il proprio pc o un internet point “tracciabile”. E da lì possono essere scovati. È dei giorni scorsi la notizia che alcuni ristoranti del centro di Pisa hanno deciso di adire le vie legali dopo essere stati diffamati sul web.

Sulla vicenda delle recensioni fasulle, appena portata alla luce da Confcommercio, interviene Federico Pieragnoli, direttore provinciale dell’associazione: «Confcommercio Pisa - annuncia - aderisce in pieno alla campagna contro le false recensioni web su Tripadvisor e altre piattaforme internet simili, campagna promossa da Fipe Toscana, e proprio per questo stiamo approntando la costituzione di uno specifico Osservatorio Web Antifrode, che raccolga denunce e segnalazioni degli imprenditori e possa monitorare con una certa attenzione e capillarità la situazione provinciale».

La gravità delle false recensioni web, spiega Pieragnoli, «che calunniano e diffamano il lavoro di centinaia di ottimi albergatori e ristoratori, è all'origine, come dimostra l'indagine della Fipe, di un deprecabile mercato delle estorsioni che va stroncato una volta per tutte. I numeri sono allarmanti, addirittura una recensione su tre sarebbe fasulla, a riprova che questo sistema è marcio e non garantisce nessuno: né i consumatori/clienti, né i titolari di strutture e ristoranti, in molti casi costretti a pagare per evitare una brutta reputazione sul web».

Ora basta, dicono gli operatori pisani: «Sappiamo bene che individuare la specifica configurazione giuridica dei reati per contrastare questo vergognoso pizzo telematico non è semplicissimo, ma è anche inaccettabile lasciare gli imprenditori in balìa di fornitori senza scrupoli che ricattano i singoli esercenti, così come di società ad hoc che sfruttano giovani surfer del web per calunniare alberghi e ristoranti, sfruttando l'anonimato che questi portali garantiscono. Nessuno vuol fare lo sceriffo del web, che è una opportunità di sviluppo e di innovazione straordinaria, soprattutto per i piccoli imprenditori, ma se è vero che chi fa una recensione falsa compie un reato, continuare a garantire l'anonimato di questi soggetti vuol dire essere dei complici».

Conclude Pieragnoli: «La questione è di quelle essenziali, perché da un lato ci giochiamo la credibilità e la fiducia dell'intero sistema turistico-ricettivo, dall'altro abbiamo davanti l'opportunità di creare un nuovo e più sensato modello di libere interazioni e recensioni, basato su autenticità, fiducia e responsabilità reciproche. Da qui il nostro appello agli imprenditori della provincia pisana, affinché ci segnalino per tempo tutte quelle situazioni anomale e quelle recensioni fasulle, e darci così di modo di intervenire e di contrastare adeguatamente questo fenomeno deprecabile».

Anche perché ne va del buon nome della città: ogni recensione fasulla offensiva nei confronti di un albergo o ristorante pisano, sui motori di ricerca diventa un “segnale di pericolo” che colpisce tutti i lavoratori del settore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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