Sicurezza
Slot vietate, sale giochi e bar si ribellano
Lotta alla dipendenza: per il ministero della Sanità non possono stare nei locali che si trovano vicini a scuole e chiese
PISA. Basta prendere il “triangolo” composto da piazza Sant’Antonio, stazione, via Benedetto Croce. Tra sale slot machine, bar con queste macchinette, il Punto Snai la concentrazione è notevole. Il problema è che, ad un tiro di schioppo, ci sono la Chiesa di Sant’Antonio e le scuole di via Croce. La guerra del ministro della Salute, Renato Balduzzi, al gioco d’azzardo è iniziata. O, meglio, è stata proposta. Niente più slot machine e videopoker nei pressi di scuole, ospedali, chiese, centri giovanili. La misura è contenuta nella bozza del decreto di riforma della sanità. Slot e macchinette videopoker dovranno essere collocate in locali distanti almeno 500 metri dai luoghi “sensibili”.
Una sorta di rivoluzione, con lo scopo di contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo patologico. In città l’ipotesi ha già provocato parecchi malumori tra gestori e distributori di slot. Se consideriamo infatti la “densità” di luoghi di culto e scuole, soprattutto nel centro storico, decine e decine di bar, tabaccherie ed altri esercizi commerciali dovranno fare a meno delle macchinette, e le sale giochi saranno costrette a chiudere o spostarsi. E’ anche vero che la bozza del decreto rischia di slittare, visti i dubbi suscitati nell’esecutivo di Palazzo Chigi. Ma cosa propone? Questo: gli apparecchi «non possono essere installati all’interno di un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto». Inoltre si danno ampi poteri al sindaco, che «può disporre, per una durata massima di 30 giorni, la chiusura o la limitazione dell’orario dei locali nelle aree comunali interessate da rilevanti fenomeni di ludopatia».
Una stretta che non va giù ai commercianti pisani. «È un’assurdità - dicono dal Punto Snai di viale Gramsci, che ospita una sala slot a 250 metri dalla chiesa di Sant’Antonio ed a 350 dalle scuole superiori di via Croce -. Inutile vietarle a 500 metri e permetterne l’installazione a 550. Nelle sale i minori già non possono entrare, basterebbe intensificare i controlli». «Sarà solo una grave perdita economica per gli esercizi commerciali», dichiarano i proprietari di una tabaccheria in via San Francesco, a pochi metri dalla chiesa e da tre scuole. La proposta «vieta le slot, ma permette la vendita di altri giochi come i Gratta e vinci».
«È la solita legge all'italiana – aggiunge il dipendente di una sala giochi -. Servirà solo a penalizzare parecchi locali». Insomma, se da un lato il ministro dichiara guerra al gioco, dall’altro apre un fronte di battaglia con i gestori che sono convinti della necessità di tutelare i minori, ma senza colpire ulteriormente gli esercizi commerciali. Per alcuni gestori pisani la soluzione potrebbe essere «l’accensione delle macchinette attraverso lettori ottici di documenti per verificare l’età dei giocatori, come avviene per i distributori automatici di sigarette». Per altri, invece, la migliore “arma” per distogliere giovani e giovanissimi dal gioco è «l’educazione, insieme alla creazione di centri di aggregazione e socializzazione». In molti però sono pronti a “scommettere” che la proposta verrà presto bocciata, considerato che, quella derivante dal gioco, è una delle principali entrate dello Stato. In caso contrario, dicono ancora, «le restrizioni finiranno per incrementare il gioco online e quello illegale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google