Sicurezza
Perde 50mila euro in diciotto mesi
Aveva sottratto la somma dalle casse della sua ditta. L’uomo si è rivolto al Sert
PISA. Ha sottratto circa 50mila euro alla ditta dove lavorava per giocarli alle slot. Dopo un anno e mezzo ha perso tutti i soldi, ma anche il lavoro e la credibilità. È solo l’ultima storia, l’ultimo caso di un ludopatico che si è rivolto al Sert (Servizio per le tossicodipendenze) dell’Asl 5. Dai Gratta e vinci alle scommesse sportive, dalle lotterie ai casinò online, passando per slot e videopoker. I nemici dei ludopatici sono tanti, le armi per difendersi molto poche. La ludopatia, l’ossessione compulsiva per il gioco d’azzardo, non è una patologia riconosciuta dal punto di vista assistenziale e curarsi da questa dipendenza sembra non essere un diritto. Eppure, secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità è una delle patologie più diffuse e in continua ascesa. Un fenomeno che non risparmia Pisa.
Sono tante le persone che si sono rivolte al Sert, in maggioranza uomini dai 18 ai 68 anni,quasi tutti lavoratori dipendenti o piccoli imprenditori e con famiglia. Le cause? «Sicuramente una predisposizione al gioco – spiega Francesco Lamanna, psichiatra al Sert di Pisa - e fattori come la depressione, il divorzio o la perdita del lavoro».
Molte le richieste di aiuto ricevute anche da Baby Consumers, associazione che tutela i diritti dei bambini e delle famiglie. «Dobbiamo segnalare tre casi con indebitamenti legati al gioco d’azzardo per diverse decine di migliaia di euro – spiega il presidente dell’associazione Pino Staffa -. In uno di questi stiamo cercando disperatamente il modo di salvare la casa. Diventa difficile aiutare queste persone: i debiti contratti spesso finiscono per minare la stabilità dell’intera famiglia, che viene a conoscenza del problema quando ormai non resta molto da fare».
«La proposta del ministro – conclude lo psichiatra Lamanna – può essere un indice di buona volontà, ma non fermerà il fenomeno. Per farlo è necessario educare, prevenire e potenziare i servizi che si occupano di queste patologie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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