Sicurezza
Grave diciottenne ferito da tre colpi di pistola
A salvarlo un medico che faceva jogging a Migliarino, ora il giovane rischia di restare paralizzato. Si indaga su un regolamento di conti fra pusher
PISA. Lo hanno trovato due passanti che facevano jogging e che hanno sentito le sue grida strazianti. Uno dei due è un medico dell’ospedale di Cisanello, e questa è stata la sua fortuna. Correvano in viale dei Pini, a Migliarino, quando dall’interno del bosco della tenuta Centurione Salviati, che costeggia la strada, hanno sentito gridare ripetutamente aiuto. Hanno fatto pochi passi nella boscaglia e si sono imbattuti in un ragazzo di colore steso su una pozza di sangue: tre colpi di pistola lo avevano ferito al collo, alla mano destra e alla schiena. Al momento non è in pericolo di vita, ma le sue condizioni restano gravi e non si esclude che possa restare paralizzato per sempre.
Un episodio oscuro su cui indagano procura e carabinieri e di cui si sa poco: potrebbe essere un regolamento di conti lavato col sangue come accade spesso fra pusher, dato il luogo, purtroppo, legato al mondo dello spaccio; ma potrebbe anche essere stata una banale lite, dovuta a chissà quali motivi e pane quotidiano per chi vive esistenze emarginate. Vittima dell’ennesimo episodio di sangue un ragazzo clandestino: ha detto ai carabinieri, mentre veniva soccorso per essere portato in ospedale, che ha 18 anni e che viene dal Marocco. L’aspetto è proprio quello di un ragazzino, ma anche i dati sono e saranno oggetto di indagine, perché di documenti ufficiali, come al solito, neanche l’ombra. Intanto ieri, dal primo pomeriggio e per diverse ore, il ragazzo è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico: per l’estrazione di tre pallottole, presumibilmente sparate da una pistola di piccolo calibro, si pensa ad una 22, dal collo, dalla schiena e da una mano.
L’allarme è scattato poco dopo le nove, quando il medico e un suo amico hanno bloccato la loro corsa di fronte alla straziante richiesta di soccorso. Dopo i primi soccorsi, col cellulare hanno chiamato il 118 e i carabinieri. Il ragazzo è stato subito portato al pronto soccorso di Cisanello e, dopo un giro di accertamenti radiografici, operato. Ai militari ha potuto dire ben poco, anche riguardo ai suoi aggressori, ma ha fatto in tempo a dire che l’agguato risaliva all’alba: infatti era stremato. L’episodio ha comunque creato ancora una volta tensioni e paura nella zona del parco, da anni purtroppo ricovero di criminalità organizzata, legata soprattutto al mondo dello spaccio. Nella zona della Bufalina, infatti, in questi ultimi anni e soprattutto nel periodo estivo, si sono registrati veri e propri scontri fra bande rivali per il controllo del mercato della droga fra la Versilia e la costa pisana. Scontri finiti spesso a colpi di arma da fuoco, come la scorsa primavera, quando la Bufalina fu teatro di sanguinose spedizioni punitive e di un tentato omicidio, una vicenda che ha portato in varie fasi a decine di arresti e il cui iter giudiziario è ancora in corso. In fin di vita, a maggio del 2011, finì un pusher marocchino, Rahal Nasrallah, 38 anni, mentre nel settembre successivo, poco lontano, lungo la ferrovia (scelta come sede ideale di fuga in caso di arrivo di polizia e carabinieri), fu falciata dal treno una quarantenne pisana che era andata a comprare droga: ferito rimase il suo rifornitore tunisino. Poco lontano, a Colognole, nel gennaio del 2002 fu trovato cadavere un ragazzo albanese, Leka Leke: gli avevano sparato e per tutta la notte aveva chiamato la polizia al cellulare, ma senza riuscire a spiegare dove si trovasse.
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