Il Tirreno

Pisa

Foce, via libera alla procedura rapida

di Francesco Loi
Foce, via libera alla procedura rapida

Accordo tra gli enti: intervento di dragaggio da sessantamila euro per completare i lavori entro il mese di ottobre

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PISA. Ancora poco e finalmente la foce dell’Arno sarà liberata. Il dragaggio anti-insabbiamento è stato deciso. Il via libera è arrivato dalla conferenza dei servizi che si è tenuta ieri mattina a Palazzo Gambacorti. Qualcuno temeva che l’intesa tra gli enti coinvolti, considerato il groviglio di competenze, potesse slittare. Invece ha prevalso l’esigenza di sistemare lo sbocco a mare del fiume almeno per la parte finale della buona stagione.

L’altro ostacolo potenziale era quello del finanziamento, in pratica chi doveva pagare: deciso uno stanziamento di 60mila euro, con 25mila a carico del Comune, altrettanti della Regione e 10mila della Provincia. Al tavolo della conferenza, oltre a queste tre istituzioni, c’erano la Capitaneria di porto, la Lega Navale, la Navicelli Spa, l’Arpat e anche Cna e Confcommercio, ovvero le due associazioni che rappresentano i numerosi rimessaggi lungo l’Arno.

La Provincia, con l’assessore alla difesa del suolo Valter Picchi e il dirigente Giovanni Bracci, si è presentata all’incontro già con il progetto. Il tipo di intervento è quello che avevamo anticipato: sabbia e fango saranno scavati alla barra di foce e, sempre restando all’interno dell’alveo, dunque in acqua, saranno spostati verso la sponda nord.

Confermate anche le quantità di materiale da rimuovere: tra i sette e gli ottomila metri cubi. In pratica, si tratta di rendere navigabile anche per le imbarcazioni di maggiori dimensioni la parte finale del canale naturale che viene percorso per uscire in mare. Il segmento oggetto del dragaggio ha una lunghezza di una sessantina di metri. Questa “strada” delle barche dovrà soprattutto essere resa più profonda, alzando i fondali ad una quota vicina ai quattro metri; e con una larghezza che arrivi almeno a venti metri, così da ottenere le condizioni minime di sicurezza.

«Contiamo di concludere il tutto entro ottobre», dice l’assessore comunale ai lavori pubblici, Andrea Serfogli. I tempi saranno comunque i più brevi possibile: anche la scelta del tipo di intervento e l’importo conseguente sono volutamente contenuti in modo da poter attivare le procedure burocratiche più snelle. Il prossimo passo, quello dell’avvio ufficiale dell’iter, sarà la sottoscrizione da parte di tutti i soggetti interessati di un apposito accordo di programma. Sarà il Comune ad avere il compito di stazione appaltante, mentre la Provincia, come conferma Picchi, si occuperà del «monitoraggio periodico e del controllo dei fondali».

Parole di soddisfazione sull’esito della conferenza dei servizi arrivano dalla Cna attraverso il responsabile dell’area pisana Maurizio Bandecchi: «La riunione ha avuto uno spirito essenzialmente operativo e questo è già un fatto positivo. Gli enti hanno capito l’urgenza e questo intervento, oltre a dare una soluzione per questa parte di stagione, può permettere anche di pensare alla prossima con una piena funzionalità del fiume».

Resta questa comunque un’iniziativa per l’immediato, mentre una gestione stabile del problema foce dell’Arno si potrà avere solo dopo che la Regione avrà deliberato il nuovo piano della mobilità, che comprende anche quella fluviale: è l’atto che dovrà sciogliere i nodi delle competenze e dei finanziamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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