Sicurezza
Zona industriale, la crisi non blocca l’ampliamento
La conferenza dei servizi convocata il 18 settembre nella sede della Provincia Il Consorzio di costruttori: tempi troppo lunghi per i permessi, ora partiamo
PISA. L’area produttiva di Ospedaletto si amplierà, andrà oltre i confini di Pisa ed entrerà nel territorio di Cascina. Nonostante la crisi l’iter va avanti. Questa è una storia che parte da lontano, quando della crisi proprio non si parlava. Già nel 2007, infatti, i Comuni di Pisa e Cascina salutavano con favore l’intesa con il “Consorzio Area Produttiva Intercomunale Pisa-Cascina”. «Una grande spinta allo sviluppo» era lo slogan. Poi i tempi sono cambiati, la crisi ha picchiato duro; e ora nella parte di Ospedaletto esistente non mancano certo spazi a disposizione.
Però quel disegno di sviluppo non si è fermato. E’ andato avanti sotto traccia e lo riporta ora all’attenzione generale la conferenza dei servizi che ha convocato la Provincia per il prossimo 18 settembre nella sede di via Nenni. Nel caso particolare sarà affrontato il tema della necessità di sottoporre o meno il progetto alla Via, ovvero la valutazione di impatto ambientale.
«E’ comunque un passo in avanti, da valutare in modo positivo», dice Guido Frati, amministratore del consorzio e presidente della società cooperativa Le Rene, una dei sei componenti del consorzio stesso con Immobiliare Pico, Giemmebi, Ceit, Kraus Irmgard, Genovesi Costruzioni. La nuova zona artigianale è prevista ai margini orientali di Ospedaletto, con un ampliamento sia verso est che verso sud in direzione Montacchiello.
Ora è un’area inedificata, caratterizzata da campi coltivati, separati da una rete di scoline e fossi campestri. Pisa e Cascina hanno pianificato questa espansione sin dal 2000, ma poi tutto è proceduto lentamente. L’ultimo atto, quello che ha sbloccato la situazione, è la convenzione sottoscritta nel giugno 2011.
Il consorzio potrà vendere i terreni alle aziende che vorranno insediarsi; in cambio deve sostenere opere di urbanizzazione (strade, rotatorie, messa in sicurezza idraulica) per oltre 10 milioni di euro. Un bell’impegno, tanto che Frati ammette: «Se i permessi fossero arrivati subito sarebbe stato tutto più semplice». Ovvero prima della crisi. I soggetti del consorzio si sono già esposti e «c’è bisogno di partire con i lavori», dice l’amministratore. Secondo gli accordi si dovrà cominciare proprio con le opere di urbanizzazione. Il nuovo insediamento è suddiviso in 5 Umi (lotti). La “scaletta” prevede che i primi ad essere realizzato siano quello su Pisa e uno su Cascina; gli altri, su Cascina, verranno pensati successivamente.
«Se non ci saranno problemi con la conferenza dei servizi, contiamo di appaltare le opere di urbanizzazione entro l’anno», è l’auspicio di Frati. Che ricorda: «Avevamo avuto tante manifestazioni di interesse, in alcuni casi eravamo anche passati alle opzioni di vendita onerose, ma non si sono concretizzate per l’assenza di certezze sui tempi dei lavori». Ora si prova a ripartire, con la crisi che sul mercato rende tutto più difficile. Frati non perde la fiducia: «Intanto vediamo di cominciare».
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