Il Tirreno

Pisa

Olive, raccolta a rischio La pioggia può salvarla

di Pier Luigi Ara

Lungomonte: esperti e operatori preoccupati per gli effetti della lunga siccità l’unico dato confortante è la momentanea scomparsa della mosca olearia

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SAN GIULIANO. Raccolta delle olive a rischio. Gravano grosse incertezze per la produzione dell’olio, volano importante dell’economia locale. Ci si domanda quanto e come possano avere pesato le condizioni meteorologiche avverse, che hanno accompagnato la fioritura e la maturazione nei centinaia di oliveti al monte e al piano.

C’è comunque un dato positivo e si riferisce alla quasi totale assenza della temuta mosca olearia. Il clima secco con la totale assenza di pioggia a luglio, protrattasi fino al 25 agosto, ha costituito un efficace deterrente, in un certo senso.

Purtroppo però la siccità fuori misura ha rappresentato un handicap notevolissimo. Gli addetti ai lavori e gli esperti sono concordi nella valutazione.

Luciano Scarselli, presidente della Ascoe, l’associazione assaggiatori e cultori dell’olio extravergine di oliva, scuote la testa: «Troppo caldo. Si è registrata una atmosfera torrida, la colonnina di termometro impazzita, che ha oscillato tra i 30 e 40 gradi per un periodo lunghissimo, quasi interminabile. Questo ha contribuito a raggrinzire le foglie e poi sono cadute un gran numero di olive. La sofferenza delle piante si tradurrà intanto nel sapore dell’olio, il famoso “gusto legno”. In pratica c’è da aspettarsi oli tutt’altro che intensi, diciamo fiacchi. La pioggia tanto attesa ora non può cambiare la tendenza».

Il concetto è quello che, terra terra, si riassume nella formula “pelle e ossa” ossia “buccia e nocciolo”. Meno pessimista Walter Lavorenti, esperto di vini e oli a livello regionale. «Non tutto probabilmente è perduto - ripete - per l’uva va decisamente meglio anche se la vendemmia non risulterà abbondante. Qui bisogna intendersi: diverso l’andamento per viti e olivi. La neve era stata un’alleata per queste colture, non altrettanto il ghiaccio che è seguito. Invece le temperature record hanno creato seri problemi».

Simona Bovoli, produttrice e titolare di un frantoio, vede il bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno ed esprime un giudizio improntato a prudenza. Rileva: «La mosca olearia non c’è stata. La pioggia adesso può ancora salvare il salvabile. Non ci nascondiamo però che la stagione si è dimostrata matrigna. D’ora in avanti conterà molto che tempo farà».

Il geologo Egizio Corazza ripete: «Il raccolto è compromesso. Le olive hanno subito un colpo durissimo. Non riesco ad avere eccessiva fiducia. La sofferenza patita non può non avere influito. Bisogna rendersi conto, in una considerazione più vasta, che sono in atto cambiamenti epocali. Più veleni circolano nell’atmosfera. Una maggiore dose di anidride carbonica è molto negativa. Scientificamente si rileva un riscaldamento del globo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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