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Confcommercio all’attacco: il Comune non ci risponde

Confcommercio all’attacco: il Comune non ci risponde

PISA. «L’episodio di plateale irrisione ad danni del vigile urbano da parte di alcuni tra i moltissimi venditori abusivi che invadono quotidianamente piazza Belvedere con decine di prodotti...

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PISA. «L’episodio di plateale irrisione ad danni del vigile urbano da parte di alcuni tra i moltissimi venditori abusivi che invadono quotidianamente piazza Belvedere con decine di prodotti contraffatti, ci fa capire quanto ogni limite di decoro sia stato superato». Lo afferma il direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli, rispetto alla situazione di Tirrenia. «Il litorale - aggiunge - si conferma una landa desolata, una terra di nessuno dove persino i massimi rappresentanti dell’ordine e della legalità sono costretti ad indietreggiare impotenti».

Pieragnoli attacca il Comune: «Il fenomeno è grave, anzi i fenomeni di degrado e criminalità presenti sono gravi, ma, al di là delle rassicurazioni del prefetto Tagliente, le istituzioni locali latitano. Sono trascorsi venti giorni dalla nostra richiesta ufficiale al sindaco Marco Filippeschi e all’assessore al commercio Giuseppe Forte affinché le bancarelle di piazza Belvedere vengano spostate o riqualificate adeguatamente per motivi di decoro e di sicurezza pubblica. Da allora non abbiamo avuto alcun cenno di risposta, segno evidente che manca una decisa volontà politica di risolvere o quanto meno alleviare le sofferenze di quella piazza. Questo lo hanno ben compreso da tempo i venditori abusivi e in quelle risate sprezzanti e in quel rifiuto a spostarsi opposto al vigile sta tutta la loro considerazione delle nostre leggi e delle nostre regole».

Eppure «non possiamo gettare la spugna - conclude Pieragnoli - occorre fare qualcosa di concreto, subito: torniamo a chiedere, oltre alle necessarie azioni di repressione dell’illegalità, lo spostamento immediato o la riqualificazione delle bancarelle e sanzioni dure per i clienti sorpresi ad acquistare merce contraffatta o venduta abusivamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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