Lutto
Calo di peso: ansia per il neonato abbandonato
Forse davvero di animali le ferite: acquisiti l’asciugamano sporco di sangue e il cordone ombelicale per i profili dna
PISA. Potrebbero davvero ricondursi a lesioni da animali i graffi presenti sulla schiena del neonato portato da uno sconosciuto cinquantenne pisano - forse il padre, forse il nonno, forse un amico della mamma - alla Pubblica Assistenza venerdì notte. Il ché potrebbe portare ad una ricostruzione diversa di quel che è accaduto nell’ora successiva alla sua nascita. Forse davvero l’intenzione dei genitori era quella di abbandonarlo e forse davvero così hanno fatto: in questo caso il piccolo, avvolto in un asciugamano rosa di grandezza media, unica traccia riconducibile a chi si è disfatto di lui, sarebbe stato lasciato magari proprio in un cassonetto, da cui sarebbe stato ripreso poco dopo, in un momento di ripensamento e in un rigurgito di coscienza e pietà, per essere poi consegnato al personale della società di volontariato, in via Italo Bargagna. E sarebbe stato in quei pochi minuti che potrebbe essere stato ferito da animali (gatti o roditori). Ieri il piccolo è stato visitato dai periti nominati dal pm inquirente, Paola Rizzo. Il medico legale Marco Di Paolo e la biologa forense Isabella Spinetti condurranno accertamenti approfonditi. Sono stati intanto acquisiti un pezzo di cordone ombelicale e l’asciugamano sporco di sangue, che si suppone di mamma e piccino,per tracciare i profili genetici di entrambi e arrivare al dna della donna.
Un primo esame da parte di occhi profani potrebbe tendere ad escludere che le lesioni che il bambino presenta sulla schiena e sul braccino sinistro (cinque in tutto, di cui una lunga e più profonda) possano ricondursi a manovre incaute durante un parto che senz’altro deve essere stato avventuroso, fra le mura di una casa o di una baracca, con gente inesperta e comunque presa dall’ansia di finire al più presto e di cancellare ogni traccia di una gravidanza evidentemente imbarazzante. Imbarazzante per i motivi più svariati, povertà, dipendenza da alcol o droga, una relazione extraconiugale, insomma il caso di chi ha pensato che tenersi quel figlio - che oltre a tutto, piccolo com’era, poteva essere senz’altro malato - si sarebbe potuto rivelare un peso. E infatti il piccolo sconta i postumi di una sofferenza uterina che ne ha bloccato lo sviluppo e lo ha regalato alla vita con problemi che lo accompagneranno per sempre. Questa settimana, fra l’altro, i medici dell’unità operativa di neonatologia dell’Aoup, diretta dal professor Antonio Boldrini, sono alle prese col calo ponderale che si presenta nei primi sette giorni di vita di ogni neonato e che per i sottopeso è ancora più forte: così il piccolo, passato dai 980 grammi iniziali ad 890, potrebbe calare ancora e peggiorare fatalmente. Intanto viene alimentato con latti artificiali particolarmente proteici, in uso solo alle strutture sanitarie e la prognosi resta riservata. Le indagini proseguono spaziando a tutto campo: chi ha abbandonato il piccolo potrebbe stare nei dintorni, perché il quartiere brulica di casi sociali, ma venire anche da altrove. Di certo i controlli dei carabinieri, procede il nucleo investigativo, stanno riguardando tutte le giovani donne in attesa di un bimbo che, negli ultimi nove mesi, hanno fatto accesso ad Asl, ospedali e strutture private della zona per esami e accertamenti. Non si cerca ovviamente solo a Pisa, ma anche nelle città e nei paesi vicini, anche se per il momento gli accertamenti non hanno dato alcun particolare utile alle indagini.
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