Il dolore
Cantieri di Pisa alla stretta finale
Il liquidatore del gruppo Baglietto annuncia: giovedì incontro i compratori
PISA. «E’ stato raggiunto un accordo di massima per il passaggio di proprietà dei Cantieri di Pisa». Lo annuncia Federico Galantini, liquidatore del gruppo Baglietto. Non è la prima che sembra essere arrivata a conclusione una trattativa per dare un nuovo proprietario agli storici cantieri navali della darsena pisana. E’ anche vero che prima o poi questa situazione dovrà sbloccarsi, visto che tra l’altro a fine anno andrà a scadere la cassa integrazione per gli oltre 50 lavoratori dei Cantieri ancora in cerca di certezze per il loro futuro. Sui gruppi interessati a rilevare lo stabilimento nei mesi scorsi sono circolati diverse voci, dagli austriaci agli americano. Ora in corsa sono «rimasti in tre», dice lo stesso Galantini.
Due gruppi sono italiani, uno è coreano. Quest’ultimo e uno degli italiani sono quelli che hanno portato più avanti i negoziati. Giovedì è previsto un altro incontro con Galantini. Il quale non specifica se saranno coreani o italiani a cercare di chiudere l’operazione. Il secondo gruppo italiano che si è fatto avanti è invece più indietro nella trattativa: il contatto è stato recente e finora limitato solo a intermediari.
Galantini non si lascia scappare troppi dettagli, anzi. Ribadisce comunque che si tratta «di interessi molto concreti» e poi fissa un obiettivo che per i dipendenti dei Cantieri è molto importante: «Riuscire a concretizzare entro il mese di settembre». Se così fosse, si potrebbe far scattare il conto alla rovescia. Ma le trattative intorno a cosa stanno procedendo? Non è solo una questione economica, tanto che Galantini parla più in generale di «modalità di acquisizione». Per almeno uno dei gruppi interessati il nodo sarebbe quello degli scafi (tre) ancora presenti in darsena: non vorrebbero inserirli nel conto, semmai scalarli dal prezzo finale.
Restano sullo sfondo anche le polemiche sull’imbarcazione da 46 metri praticamente realizzata nei Cantieri, ma poi conclusa dalla Pisa Superyacht. La disputa è intorno al marchio: sarà messo sul mercato come prodotto dei Cantieri di Pisa oppure no? Galantini è categorico: «Non ha il marchio dei Cantieri di Pisa». All’uscita dai Cantieri della lussuosa imbarcazione (23 milioni di euro il suo valore) si erano opposti i lavoratori, sempre in presidio permanente, sostenuti dalla Cgil. Ora il grande yacht ha anche cambiato nome, da Akhir 153 a Project 12: così ha voluto l’armatore. (f.l.)
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