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Pisa

Turisti in calo del 10% ad agosto

Turisti in calo del 10% ad agosto

L’aumento degli stranieri non compensa la diminuzione degli italiani

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PISA. Anche il turismo a Pisa ha risentito degli effetti della crisi economica che ha colpito le famiglie italiane. Secondo i dati della Confesercenti Toscana Nord, i pernottamenti in città in agosto calano dell 10% rispetto allo stesso mese del 2011. Una diminuzione più decisa, dunque, dopo che luglio si era chiuso con un calo ta il 5 e il 10%, sempre rispetto al luglio 2011. Segno negativo anche per l’agosto sul litorale dopo un luglio in leggera flessione. Per settembre è previsto invece un leggero recupero su Pisa perché cambia la tipologia dei clienti e c’è l’apporto del turismo congressuale. Per il litorale settembre si annuncia in linea con i dati del 2011.

A determinare il trend negativo registrato dalle strutture ricettive nell’estate 2012 è stato il crollo delle presenze del turismo nazionale.

A poco è servita la grande affluenza dei visitatori stranieri (più del 50 per cento degli italiani) che hanno affollato Piazza dei Miracoli e il litorale pisano.

«Ormai è solo un ricordo lontano il risultato degli scorsi anni - spiega Marco Sbrana, direttore della Confesercenti -raggiunto grazie ad una robusta presenza di turisti nazionali e ad una buona affluenza di quelli stranieri».

È cresciuto il turismo proveniente dai nuovi grandi, i Bric (Brasile, Russia, India e Cina) aumentato del 38%, crescono, anche se più limitatamente, i turisti tedeschi,olandesi e francesi. Molto bassa invece la presenze dei viaggiatori provenienti dai paesi colpiti dalla crisi economica: mancano all’appello infatti spagnoli, greci e portoghesi. E mancano i nostri connazionali. «Quest'anno il numero degli italiani in visita a Pisa è diminuito dell’11% - continua Sbrana - e il boom del turismo estero non ha compensato totalmente gli effetti negativi di questo calo di presenze».

Pisa, insieme a Firenze e Siena, registra un grande numero di accessi legati ai luoghi d'interesse culturale e artistico.

Le città d'arte sembra abbiano retto meglio la crisi del turismo rispetto alle altre aree della regione ma i dati anche in questi casi non sono positivi.

«In realtà i turisti in città ci sono - spiega ancora il direttore della Confesercenti - il problema è che dopo la visita non si fermano e non usufruiscono delle strutture ricettive». E’ il turismo mordi e fuggi, insomma.

Le vacanze brevi e i tagli ad ogni spesa extra hanno avuto risonanza negativa su tutti gli esercizi commerciali, dai bar ai negozi, dai ristoranti ai luoghi di divertimento.

Dunque niente "tutto esaurito" neanche nei weekend più caldi. E la Confesercenti ribadisce: «Serve maggiore sostegno a chi opera nel settore, per rivalutare e promuovere l'offerta del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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