Incendio di Asciano Resta il sospetto che sia stato doloso
ASCIANO. Quattro gli ettari di verde bruciati nel violento incendio scoppiato ad Asciano Valle, nella tarda mattinata di venerdì. In cenere soprattutto oliveti, ma sono andati in fumo anche pini o...
ASCIANO. Quattro gli ettari di verde bruciati nel violento incendio scoppiato ad Asciano Valle, nella tarda mattinata di venerdì. In cenere soprattutto oliveti, ma sono andati in fumo anche pini o meglio il resto della pineta già finita nel vortice delle fiamme due anni fa, quando si verificò il secondo rogo nella zona.
Bruno Novi, direttore delle operazioni antincendio ad Asciano, traccia il bilancio di questo ennesimo rogo, che tanta preoccupazione ha destato nei residenti. Forte l’auspicio di fare piena luce sull’episodio, che è al centro delle indagini di guardia forestale e carabinieri. Novi non si sbilancia più di tanto sulla possibile matrice dolosa. «Non la escludiamo affatto - dice - siamo alla ricerca di riscontri oggettivi. Commentando l’accaduto, ciò che ha affermato il sindaco Panattoni risponde a verità».
Il fuoco è partito in basso da un posto curato e pulito dell’oliveto. Non sembra essere stato trovato alcun innesco o comunque non esisterebbe traccia di chi ha provocato l’evento. «Gli uomini - riprende il direttore delle operazioni antincendio - sono stati complessivamente una cinquantina tenendo conto anche dei cambi effettuati durante l’opera di bonifica e il servizio di sorveglianza protrattisi tutta la notte».
Soltanto ieri mattina l’opera poteva dirsi terminata e la vigilanza prosegue. Va da sè che la prevenzione si è rafforzata su tutto il territorio anche perché, secondo le statistiche, i periodi più critici sono l’ultima settimana di agosto e la prima quindicina di settembre. È quasi una costante sul monte pisano. Danilo Celandroni porta la testimonianza: «Due volte mi sono trovato a spegnere gli incendi sul monte. In entrambe le circostanze, concluse le operazioni, siamo riusciti a scoprire gli autori dei falò: una prima volta il fuoco scappò al controllo di una donna intenta ad ardere rimasugli di potatura, Nella seconda occasione furono trovati i resti di un giornale arrotolato attorno a una candela poggiata su un mucchio di erba secca.
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