La manifestazione
Il piccolo era nato da appena un’ora
Questo elemento delimita i confini della possibile provenienza. La madre potrebbe vivere in città o nei comuni vicini
PISA. L'uomo di mezza età che, alle 2.40 nella notte fra giovedì e venerdì, ha consegnato un neonato nelle braccia di un volontario della Pubblica Assistenza con la scusa di averlo trovato vicino ad un cassonetto, non era andato in via Bargagna per caso. Sapeva cosa stava facendo.
Era appena nato. Dall’analisi del cordone ombelicale, era trascorso al massimo un’ora dal momento del parto all’attimo in cui l’uomo ha suonato il campanello. Un piano già studiato. La mamma partorisce, il tempo di dare le prime cure al piccolo e alla stessa mamma. Il tempo di avvolgere quel corpicino di neanche un chilo in un lenzuolo e uscire di casa: salire sullo scooter e andare in via Bargagna. Un tempo così breve che circoscrive l’area d’indagine alla città e al suo circondario.
E non era neanche solo. L’uomo che ha preso in consegna il neonato arriva con lo scooter. Difficile ipotizzare (anche se non si può escludere) che abbia fatto tutto da solo. In scooter doveva essere con un’altra persona che teneva il piccolo.
Accento toscano. È notte fonda. Via Bargana è illuminata dai lampioni, ma soprattutto ci sono le telecamere dell'edificio che riprendono l'uomo col casco in testa e il bambino fra le braccia. È un uomo fra i 40 e 50 anni e quelle poche parole che pronuncia al volontario della Pubblica Assistenza, hanno un accento toscano. Potrebbe essere un pisano. Quella del cassonetto è una scusa, l'uomo non si è imbattuto per caso in quel fagottino di 900 grammi dalla pelle chiara. È certo che né lui né la madre volevano uccidere. Lo scopo era di salvare il piccolo, senza farsi riconoscere.
Ripreso dalla telecamera. Se l'uomo fosse andato al pronto soccorso non avrebbe potuto consegnare il bambino, farfugliare due-tre parole, e andare subito via in un percorso disseminato da telecamere. Oltretutto col posto di polizia in servizio. Ha scelto di consegnare il piccolo alla sede della Pubblica Assistenza per potere fuggire agevolmente e forse non sapeva che una una telecamera lo avrebbe ripreso. Ha mantenuto il casco in testa solo per non perdere tempo.
Brevi fotogrammi. Sulle immagini stanno lavorando i carabinieri del comando provinciale (che mantegono il più stretto riserbo) coordinati dal sostituto procuratore Paola Rizzo. Si stanno passando in rassegna i filmati di varie telecamere sparse in città per capire se quell'uomo con quel casco e quello scooter quali strade abbia percorso. Questo potrebbe aiutare a capire da dove sia arrivato prima di giungere in via Bargagna.
Allertate Asl toscane e farmacie. Un altro filone dell'indagine riguarda i medici, gli ambulatori e le farmacie. Sono state allertate tutte le Asl toscane per sapere se qualche ragazza si sia sentita male per traumi post-parto o se sia andata in ambulatori di distretti socio-sanitari con sintomatologie di post-parto. Ma i carabinieri stanno passando in rassegna anche le farmacie di tutto il territorio provinciale per sapere se un eventuale cliente abbia richiesto farmaci per tamponare emorragie da parto.
I motivi dell'abbandono. È l’interrogativo principale intorno a cui ruota l’inchiesta dei carabinieri. La madre potrebbe essere una donna straniera, di carnagione bianca, che si trova nell’impossibilità di crescere il figlio. Ma potrebbe anche essere il dramma di una ragazza minorenne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
