Sicurezza
Il bimbo ha superato il trauma ma resta ancora senza nome
PISA. Domani il reparto di Neonatologia dell’ospedale Santa Chiara comunicherà all’anagrafe del Comune di Pisa che un bambino maschio di generalità ignote si trova ricoverato nel proprio reparto. E...
PISA. Domani il reparto di Neonatologia dell’ospedale Santa Chiara comunicherà all’anagrafe del Comune di Pisa che un bambino maschio di generalità ignote si trova ricoverato nel proprio reparto. E fra quattro giorni, se nessuno reclamerà il piccolo, gli verrà dato anche un nome.
La legge, in questi particolari casi, concede sette giorni di tempo per dare l’identità ad un bambino. Intanto, le sue condizioni sono stabili e i medici sono ottimisti.
«Ha superato il trauma posto parto e dell’abbandono. Viene nutrito artificialmente e un’infermiera gli dà il biberon», afferma Fabrizio Gemmi, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana.
Il neonato pesa appena 900 grammi ed è proprio piccolo per natura. «Sì, è molto piccolo - conferma il direttore sanitario - e non sembra che sia stato un parto prematuro. Resta, chiaramente, sotto un’attenta osservazione clinica».
Quando il bambino è stato consegnato alla Pubblica Assistenza presentava dei tagli alla schiena. In un primo momento, è stato dato credito alle parole dell’uomo che aveva detto di averlo trovato vicino ad un cassonetto. E il medico legale ha dapprima ipotizzato che quelle ferite potessero anche essere dei graffi causati da un animale. Ipotesi tramontata nel giro di breve tempo quando è stato accertato che le ferite alla schiena erano tagli: provocati da cosa non è ancora chiaro. Forse provocati da una forbice nel tentativo maldestro di tagliare il cordone ombelicale. Ma potrebbero anche essere tagli provocati da pezzetti di vetro. Dopo il parto, il bambino potrebbe essere stato adagiato su un piano non ripulito e questo porterebbe a pensare che sia nato in un ambiente fortemente degradato.
«Quando il piccolo è stato trasferito al reparto di Neonatologia i medici hanno scelto d’intervenire subito - spiega il direttore sanitario Fabrizio Gemmi -. Poiché si era in presenza di un neonato molto piccolo, pertanto dai tessuti poco consistenti è stato eseguito un intervento di chirurgia plastica per ricostruire i tessuti danneggiati dai tagli».
Intorno al bambino, c’è anche l’attenzione di tutto il personale per un bambino venuto al mondo fra mille difficoltà e con un padre e una madre che hanno scelto di non tenerlo, ma di darlo nelle mani di chi gli avrebbe potuto salvare la vita. E ora c’è sempre un’infermiera che si prende cura di lui, che lo prende fra le braccia e fa quello che ogni madre dovrebbe fare: dargli il latte perché possa crescere. (g.p.)
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