Attenzione
Truffa della multa online i pc dei pisani sotto attacco
Decine di denunce: un virus proveniente dalla Russia blocca il computer fingendo un provvedimento delle forze dell’ordine e chiedendo 100 euro
PISA. Ricordate la truffa informatica che nello scorso maggio aveva portato un quarantenne pisano per disperazione a tentare di suicidarsi, fortunatamente salvato dalla polizia? Nell’ultima settimana è tornata a colpire i pc di decine di persone in città, stavolta per fortuna senza traumi psicologici ma con molti danni economici.
Intorno a Ferragosto gli uffici della Polizia postale sono stati subissati di telefonate da parte di pisani vittime di questa frode. Da qualche mese è diffuso sulla rete internet un virus informatico proveniente dalla Russia, che utilizza abusivamente i simboli appartenenti alle varie forze dell'ordine. In particolare della polizia postale, ma anche del Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico) guardia di finanza e carabinieri. Il virus blocca il computer creando panico e allarme tra i “navigatori”. In passato l’”arma” usata dai truffatori era un’email e il virus si attivava aprendo l’allegato, e l’indirizzo apparente era la Bundespolizei, poi la Guardia di Finanza.
Ora invece parte da sé: sul monitor appare all'improvviso una schermata tramite una finestra e si blocca il computer. L'immagine che compare riproduce fedelmente e abusivamente l'intestazione dei vari organi delle forze armate, recante un falso avviso nel quale informa l'utente di essere entrato in pagine web contenenti immagini e filmati pedopornografici, di aver svolto attività terroristica, di aver scaricato filmati protetti da diritto d'autore o comunque illegale. Se il pc è provvisto di webcam, si accende anche quella (da sola). Sotto l’accusa c’è la richiesta: multa da pagare di 100 euro, con l'indicazione di varie modalità di pagamento per lo sbocco del computer e per sanare il falso illecito, sotto minaccia di processo penale in caso di mancata ottemperanza .
Il virus, della categoria ransomware ("prezzo del riscatto"), compreso nella classe malware è anche indicato in alcuni casi come cryptoviruses, cryptotrojans o cryptoworms, che come detto limita o inibisce l'accesso al computer infettato chiedendo un riscatto per essere rimosso.
Purtroppo, presi dal panico, numerosi utenti “infettati”, non contattano la polizia postale e credendo di essere veramente incappati senza rendersene conto in un sito illegale, accettano di pagare cadendo nella truffa. Eppure non hanno motivo di farlo: «La Polizia - avverte sito www.mensilepoliziadistato.it- non chiederebbe mai il pagamento di una somma di denaro a nessun titolo. Si tratta invece di un pagina presente su un server russo con la quale si tenta di trarre in inganno i navigatori del web facendo leva sul timore che può incutere l’intestazione della pagina stessa, anche perché essa compare in conseguenza dell’accesso, da parte dell’utente, a siti per adulti. L’invito della polizia postale e delle comunicazioni è di dotarsi di un antivirus da tenere sempre aggiornato, di navigare mediante la predisposizione di un account utente e non con diritti di amministrazione e soprattutto di non pagare nulla a nessuno. Per maggiori informazioni consultare il sito del Commissariato di p.s. online».
Intanto le Fiamme Gialle hanno messo sul loro sito le istruzioni per sbloccare il pc, all’indirizzo: www.gat.gdf.it. Chi però non se la sente diesegurie la procedura tecnica (alla portata di molti ma non di tutti) dovrà avvisare un negozio di assistenza per farsi ripulire il pc.
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