Toscana
Asciano, furioso incendio sopra le case
Sono intervenuti due elicotteri e un Canadair. In fumo tre ettari di oliveti e boschi, non è certo che la causa sia dolosa
ASCIANO. Furioso incendio sul monte sopra Asciano. È il secondo rogo, nell’arco di 12 ore, sul monte pisano: giovedì sera a Buti, ieri sul borgo collinare nel territorio del comune di San Giuliano. Mentre a Buti sembra chiara la matrice dolosa, ad Asciano al momento le fonti ufficiali non si pronunciano circa le cause. Può essere opera di piromani, ma potrebbe trattarsi anche di incendio colposo o accidentale.
Il sindaco Paolo Panattoni propende. tuttavia, per la volontarietà, e dice: «Anche ad Asciano si presume il dolo. Le fiamme sono partite da un punto pulito e curato in un’area coltivata ad oliveto. Particolare non trascurabile: qui in cinque anni si sono verificati ben tre incendi».
In cenere stavolta circa tre ettari di oliveti, pineta e macchia mediterranea. Qualche preoccupazione per alcune case, ma non c’è stato bisogno di procedere all’evacuazione. La siccità spaventosa degli ultimi tempi e il vento di maestrale, che è cambiato più volte di direzione, hanno favorito il propagarsi del fuoco tenuto comunque costantemente sotto controllo. Infinite le difficoltà anche per la natura impervia del luogo. A dare l’allarme sono stati ieri, poco dopo le 11.20, i volontari Sava di Asciano. Efficace e tempestivo il dispositivo di spegnimento con largo impiego di uomini e mezzi. In prima linea gli addetti ai lavori del corpo forestale, i tecnici e gli operai comunali, le squadre “Logli Paolo” e “Sava”, personale dell’amministrazione provinciale, vigili del fuoco di Pisa, di supporto Ampas, Pubblica Assistenza e Misericordia. Preziosa l’opera di carabinieri, polizia, vigili urbani.
Sono stati impiegati un aereo Canadair, arrivato da Genova, e due elicotteri della Regione Toscana (uno si è alzato da Pisa, l’altro da Lucca, quest’ultimo poi ha lasciato via libera a un velivolo di Pistoia). Decine e decine i passaggi con il rifornimento idrico nelle vasche artificiali che sono state realizzate non lontano dal vecchio campo sportivo. Si è attinto anche dal laghetto del Castagno.
Il “bombardamento” è proseguito per lunghe ore, ininterrottamente si è protratta l’azione a terra sotto la regia dei direttori delle operazioni antispegnimento, Fabio Casella e Bruno Novi. Nella sala operativa della protezione civile, situata nel municipio di Calci, si sono vissuti momenti palpitanti nella drammaticità della situazione, che a un certo punto è parsa precipitare. Il fuoco si spegneva, però riprendeva subito dopo, si restringeva e si allargava in un’altalena da capogiro.
A coordinare il tutto Giovanni Sandroni, il quale localmente ha la delega nel settore specifico. Questo il suo commento: «Dopo tre mesi di assoluta siccità, capace di creare grossi problemi, ecco questi due incendi inquietanti. A Buti non dovrebbero esserci dubbi anche considerando l’ora di inizio dell’accensione, poco dopo le 21; ad Asciano invece è successo al mattino. Non può essere trascurato questo elemento come eventuale chiave di lettura. In altre parole sul dolo a Buti siamo convinti, ad Asciano non esistono assolute certezze. Rivolgiamo un appello ai cittadini di dare tempestiva comunicazione telefonando alla centrale operativa antincendio: 050 936081. L’immediatezza è fondamentale».
Completato lo spegnimento e soffocata la nube di fumo grigiastro, nel tardo pomeriggio e della notte è continuata l’opera di bonifica.
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