Sicurezza
Pisa, conferma tra gli scali strategici
È un punto del piano degli aeroporti consegnato al ministro Passera e che prevede un drastico taglio dei “gate”
PISA. «L’aeroporto di Pisa è confermato tra gli scali strategici italiani, questo è il punto fondamentale. Per il resto aspettiamo la versione definitiva che uscirà dal governo per fare delle valutazioni». Gina Giani, amministratore delegato di Sat, preferisce limitarsi a questa constatazione. Non vorrebbe commentare la notizia del piano degli aeroporti predisposto da Enac che da ieri è sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Come ha anticipato “Repubblica”, il piano prevede una riduzione degli oltre 60 aeroporti ora in attività (ne dovrebbero rimanere poco più della metà) e la realizzazione di due nuovi scali, quelli di Viterbo e di Grazzanise (Napoli).
A dire il vero il piano elaborato da Enac era stato commissionato al tempo del precedente ministro Matteoli e da allora ha visto una serie di versioni. Questa dovrebbe essere l’ultima che Passera potrebbe sottoporre domani al Consiglio dei ministri. Per Pisa c’è la conferma di essere considerato “aeroporto strategico”, uno dei tre che insistono sul bacino della Toscana e del centro Italia (escluso Roma) insieme a Firenze e Bologna. Il piano fissa la gerarchia degli aeroporti italiani prevedendo 3 “gate intercontinentali” (Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia); 8 aeroporti primari (Alghero Olbia, Verona, Treviso, Trieste, Roma Ciampino, Brindisi e Trapani) considerati “gate” d’ingresso in Italia; e 13 aeroporti strategici, scali che soddisfano ampi bacini di utenza pur avendo limitazioni al loro sviluppo. Tra questi, appunto, Pisa, Firenze e Bologna. È previsto invece il taglio di gran parte degli aeroporti minori che non siano in grado di sostenersi con le proprie gambe. Per loro la salvezza potrà venire solo dalle Regioni o dai Comuni che vorranno (e che potranno, cosa sempre più ardua di questi tempi) farsene carico.
Sulla base di questo schema gerarchico il governo deciderà gli investimenti da fare nelle infrastrutture intorno e al servizio degli aeroporti. Ma solo quelli intercontinentali, primari e strategici. Pisa può contare orgogliosamente, come rivendica Giani, anche sul fatto di aver sempre proceduto con i propri mezzi. «Quel che è stato fatto - ricorda - è stato fatto con i soldi degli azionisti, non con quelli dello Stato. Noi ci siamo già abituati».
Il piano sul tavolo del ministro conferma dunque il ruolo strategico di Pisa «senza subordinazioni e senza condizioni». Condizioni (l’allungamento della pista) che invece gravano sull’aeroporto fiorentino. Per Sat c’è l’impegno di continuare il piano previsto di investimenti e di crescita. Sapendo di doversi guardare le spalle soprattutto da Bologna che, non è un mistero, sgomita per conquistarsi fette di mercato toscano e con quelle il ruolo di scalo predominante nell’area del centro Italia, Roma esclusa. Ma questa è la partita di domani. Ora la parola passa al governo.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

