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Nessun allarme per l’Assistenza di Riglione
PISA. «Chi ha scritto il contenuto della lettera indirizzata al Sindaco di Pisa e alla Presidente della Società della Salute a nome del comitato per la salvezza della Pubblica Assistenza riglionese...
PISA. «Chi ha scritto il contenuto della lettera indirizzata al Sindaco di Pisa e alla Presidente della Società della Salute a nome del comitato per la salvezza della Pubblica Assistenza riglionese ha tratto involontariamente in inganno i firmatari, poiché dimostra di non essere informato rispetto alla situazione del presidio».
Lo dichiara Maria Paola Ciccone, assessora comunale e presidente della Società della Salute .
Innanzitutto, rileva Ciccone, «nessuna istituzione vuole togliere la sede di proprietà del Comune alla Pubblica Assistenza o obbligarla a spostarsi presso il Distretto socio sanitario. E’ vero invece il contrario: il Comune e la Società della Salute offrono una opportunità importante alla pubblica Assistenza di Riglione, così come è stato fatto recentemente per altri Distretti a Marina di Pisa e Vicopisano (con la Palp e la Misericordia), per migliorare l’offerta di servizi pubblici socio sanitari, compatibilmente con i pesantissimi tagli governativi ed anche con la Legge Regionale del 2009 sull’accreditamento obbligatorio delle strutture socio sanitarie pubbliche e private che erogano servizi alla persona».
Rendere accreditata la sede di Riglione, sostiene l’assessora, «avrebbe un costo che la Pubblica Assistenza non potrebbe sostenere , a cui si aggiungono i canoni di affitto obbligatori in base anche al nuovo Regolamento del Patrimonio del Comune di Pisa. Per queste ragioni è stato avviato un gruppo di lavoro formato dalla Asl5 e Società della Salute che sta dialogando con i nuovi vertici della Pubblica Assistenza di Pisa Riglione e Ansa dell’Arno, che vuole cercare di mantenere la salvezza economica della Pubblica Assistenza di Riglione, senza farle rischiare un dissesto finanziario, ed anche garantire i servizi essenziali del Distretto che invece ha i locali già accreditati , in regola con le nuove normative. Se non ci fosse stato l’intervento pressante del Comune di Pisa anche il Distretto avrebbe dovuto essere eliminato in una logica di razionalizzazioni e oggi più che mai con la spendig review del governo Monti».
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