Sicurezza
Così a Palazzo Blu riscopriremo Kandinsky
A ottobre si apre la mostra che inaugura il nuovo ciclo dedicato all’astrazione Saranno esposte una cinquantina di opere provenienti da San Pietroburgo
PISA. Si aprirà in autunno con la mostra “Wassily Kandinsky. Dalla Russia all'Europa”, il nuovo ciclo di Palazzo Blu dedicato all’astrazione. La mostra resterà aperta in Lungarno Gambacorti dal 13 ottobre al 3 febbraio. Nell’esposizione saranno allestite cinquanta opere provenienti in gran parte dal Museo di Stato russo di San Pietroburgo, che racconteranno il cruciale periodo formativo e la prima importantissima produzione del celebre pittore, venti anni di attività antecedenti al suo insegnamento alla Bauhaus al fianco di Paul Klee.
La rassegna è stata ideata e curata da Eugenia Petrova, direttrice aggiunta del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo in collaborazione con Claudia Beltramo Ceppi, e punta, attraverso un'attenta selezione dei dipinti, a far emergere l'anima russa del padre dell'astrazione documentando il periodo che va dal 1901 al 1922.
In un percorso straordinario tra inediti e capolavori, in grado di ricostruire l'evoluzione artistica di Kandinsky dai suoi inizi alla piena affermazione di una nuova e rivoluzionaria espressione artistica, la mostra pisana documenta le prime esperienze ispirate alla tradizione, con i colori smaglianti e i temi dell'arte popolare, delle icone e delle fiabe, all'influenza esercitata su di lui dall'incontro con l'avanguardia parigina e con l'espressionismo tedesco fino al periodo di Murnau.
Particolare attenzione è stata data dalle curatrici al momento formativo, assai poco indagato. «Quando, all'inizio del secolo, già brillante studioso di legge, Kandinsky si recò in Siberia per approfondire le conoscenze sugli usi e i costumi delle popolazioni locali ne rimase per sempre affascinato», dice Claudia Beltramo Ceppi.
E sottolinea come «il mondo contadino di quell'immenso paese, popolato di fiabe e di storie meravigliose, i riti sciamanici delle popolazioni siberiane, ma anche il rapporto con le avanguardie alla ricerca di una nuova “originaria” cultura russa avessero costituito il riferimento antropologico, un vero e proprio nutrimento per le opere oggi conservate a San Pietroburgo».
L'esposizione di Palazzo Blu si aprirà quindi con una sezione dedicata alle radici visive e concettuali del maestro, con rari oggetti appartenenti alla tradizione dello sciamanesimo raccolti negli stessi anni in cui Kandinsky li appuntava sui suoi taccuini, e da coloratissimi oggetti della tradizione per seguire poi tutto il percorso della sua evoluzione artistica (vedi scheda).
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