La manifestazione
Cari ambientalisti, proviamo a collaborare
Si avvicina l’apertura della stagione venatoria, parla il presidente di Federcaccia: «Basta pregiudizi»
PISA. Inizia il conto alla rovescia per la prossima stagione di caccia che prenderà il via il 16 settembre, così come stabilito dal nuovo calendario venatorio 2012-2013 e Ferdercaccia coglie l’occasione per lanciare un invito alle associazioni ambientaliste. Meno polemiche, meno contrapposizioni a tutti i costi e più collaborazione per il bene comune dell’ambiente e del territorio. Questo in sintesi l’appello di Marco Salvadori, presidente di Federcaccia Pisa..
La Toscana, con centomila praticanti, rimane la regione con il più alto numero di cacciatori a livello nazionale. Di questi centomila, ben undicimila risiedono nella provincia di Pisa. Un dato ancora di tutto rispetto nel quadro dell’attività venatoria toscana, ma che, se confrontato con i 25 mila degli anni Settanta, risulta più che dimezzato.
Come spiega il presidente di Federcaccia, Marco Salvadori, una delle possibili ragioni di questo drastico calo, oltre ai cambiamenti della società, sono gli ingenti costi che chi intende coltivare questa passione deve sostenere.
«Infatti - spiega Salvadori- dobbiamo pagare una tassa annua di 173 euro, una tassa regionale di 60 euro, l'iscrizione a uno o più Ambiti di caccia ognuno dei quali prevede una tassa di 51,5 euro, oltre alla polizza assicurativa. A questi costi si aggiungono inoltre le spese per armi, cartucce, vestiario, mantenimento cani o uccelli da richiami: spese non proprio irrisorie».
Parte di queste tasse viene investita in miglioramenti ambientali come il ripristino siepi o rimboschimenti, servizi di prevenzione incendi, prevenzione dei danni, indennizzi per danni procurati da cinghiali o altre specie selvatiche agli agricoltori «con i quali Federcaccia ha da sempre sviluppato un rapporto di efficace e seria collaborazione».
«Collaborazione e confronto che - prosegue Salvadori - a quanto pare è impossibile avere con le associazioni ambientaliste. Il nostro più grande rammarico è di non essere ancora riusciti a sviluppare una collaborazione proficua anche con questi gruppi, legati in maniera pregiudiziale alla contrarietà assoluta alla caccia».
«Vogliamo far notare a questi signori che i censimenti effettuati in Toscana e anche nella provincia di Pisa riguardo la presenza di ungulati (cervo, caprioli, daini, cinghiali, mufloni) hanno evidenziato come nella nostra Regione ci sia un patrimonio di biodiversità tra i più ricchi d'Europa, tutto questo nonostante la Toscana sia capolista in Italia per numero di cacciatori».
«Questo dimostra - conclude Salvadori- che dove si esercita la caccia con regole serie, programmazione e impegno nel rispetto della fauna, questa non produce assolutamente quegli scempi che la strumentale disinformazione di una parte del mondo ambientalista ripropone tramite i mezzi di informazione all'opinione pubblica, ma produce interessi economici, salvaguardia delle tradizioni e una sempre maggiore consistenza faunistica».
Leonardo Di Paco
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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