Il Tirreno

Pisa

A Tirrenia senza luce la banca, i negozi e i bar

di Donatella Lascar

Un blackout ieri mattina ha mandato in tilt le attività della piazza Belvedere Il grande caldo aveva fuso l’isolante esterno della cabina elettrica

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TIRRENIA. Ieri mattina, un blackout ha mandato in tilt la banca e tutte le attività di metà della piazza Belvedere a Tirrenia a partire dal bar paninoteca Il Punto fino al ristorante che si trova davanti l’entrata del bagno Imperiale, coinvolgendo circa una ventina e oltre di attività di vario tipo.

Il guasto si è verificato intorno alle 8 del mattino ed è stato riparato all’ora di pranzo. Tutti i negozi e gli appartamenti interessati da quella linea quindi, sono stati cinque ore senza luce e qualcuno anche senz’acqua. Il guasto è stato individuato nella centralina che si trova nei pressi della rotonda che precede il centro di Tirrenia e secondo i tecnici che sono intervenuti, l’origine può ricondursi al fatto che probabilmente il gran caldo di questi giorni ha sciolto la parte esterna dei cavi che fa da isolante provocando un corto circuito. In termini tecnici, si è trattato di un “basso isolamento”. Prima che i tecnici siano potuti intervenire entrando nella cabina elettrica, sono passate circa due ore da quando erano arrivati e questo ha fatto innervosire i titolare delle attività che senza luce non potevano lavorare e non riuscivano a capire il perché di questo ritardo.

Alcuni negozianti poi, proprietari di bar gelaterie o alimentari, erano anche preoccupati che la loro merce potesse deteriorarsi. «Chiederemo i danni per tutto il lavoro perso e per la merce che si è sciupata e che dovremo buttare via» dicevano in diversi. Ma il fatto è che c’è un protocollo da seguire. Infatti, per poter intervenire e fare manovra in tutte le cabine elettriche occorre un piano di lavoro elaborato dalla zona di appartenenza della cabina che poi deve essere approvato dal centro operativo e questo può richiedere anche qualche ora com’è successo ieri mattina a Tirrenia.

Nel frattempo però, la Cassa di Risparmio di Pisa ha chiuso affiggendo un cartello agli ingressi con su scritto: “chiuso per interruzione di energia elettrica”. Infatti, senza luce non è possibile utilizzare il bancomat ma, soprattutto, non è possibile svolgere nessuna operazione alla cassa come pagamenti, riscossioni di assegni, depositi, prelievi e altro. Anche il negozio di alimentari è rimasto chiuso con la proprietaria in attesa tutto il tempo davanti al negozio perché non poteva utilizzare vari strumenti di lavoro come l’affettatrice. Ma anche altri negozi, come ad esempio il centro estetico Carbonella, non ha potuto svolgere la sua attività. «Questa mattina avrò speso almeno 20 euro di ricarica telefonica – spiega Marianna Farruggio dipendente del centro estetico – per avvertire i clienti di non venire perché alcuni trattamenti senza luce non si possono fare. Ho dovuto usare il mio cellulare perché in negozio abbiamo il telefono cordless che senza luce non funziona. Alcuni però, che non mi hanno lasciato il numero di telefono, non sono riuscita a raggiungerli e sono venuti ugualmente da Pisa o da Livorno e ho dovuto rimandarli indietro». «Qui al bar invece, - racconta Anna Sara Cafiero dipendente del bar Bristol –, abbiamo perso moltissimo lavoro perché senza luce la macchina del caffè non funziona, le bibite si sono scaldate tutte e i gelati rischiano di sciogliersi».

Tutto poi alle 13 ha ripreso a funzionare, la banca ha riaperto e anche gli altri negozi. Ma episodi come questi ci costringono a riflettere su come il lavoro e gesti quotidiani possono naufragare e il blackout di ieri ce l’ha dimostrato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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