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Una corsia di Boccadarno per far passare le barche

Una corsia di Boccadarno per far passare le barche

PISA. La proposta è quella di dragare la “corsia” di Boccadarno lato San Rossore, quella già oggi più profonda e meno toccata dal problema dell’insabbiamento, in cui, quindi, sarà possibile...

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PISA. La proposta è quella di dragare la “corsia” di Boccadarno lato San Rossore, quella già oggi più profonda e meno toccata dal problema dell’insabbiamento, in cui, quindi, sarà possibile realizzare una sorta di canale di passaggio per le imbarcazioni con uno sforzo minore sia in termini economici che di tempo rispetto al dragaggio di altre porzioni della foce. E’ questa l’indicazione progettuale emersa al termine della conferenza dei servizi convocata la settimana scorsa dal sindaco Filippeschi, che si è svolta ieri a Palazzo Gambacorti e a cui hanno preso parte, oltre al vicesindaco Paolo Ghezzi e all’assessore comunale ai Lavori pubblici Andrea Serfogli, anche quello provinciale all’ambiente Valter Picchi e i tecnici e i rappresentanti di Regione, Parco, Guardia Costiera, Arpat, Asl5, Lega Navale e Navicelli spa. Una proposta già piuttosto precisa che dovrà essere elaborata e trasformata entro una settimana in progetto esecutivo da un gruppo di lavoro guidato dall’ingegner Giovanni Bracci, responsabile del servizio difesa del suolo della Provincia, e composto da tecnici di Provincia e Comune. L’obiettivo è di mettere la conferenza dei servizi nelle condizioni di valutare e dare il “via libera” al progetto definitivo già entro l’inizio della prossima settimana. «Soltanto dopo il lavoro del gruppo tecnico, avremo una stima precisa dei costi che, comunque, dovrebbero oscillare fra i quaranta e i settanta mila euro – ha spiegato l’assessore Serfogli - Nella riunione della prossima settimana definiremo anche l’iter procedurale, che dovrà essere il più veloce possibile e sottoscriveremo pure l’accordo di programma fra Comune, Provincia e Regione che definirà le reciproche competenze e oneri».

L’assessore provinciale Picchi ha aggiunto che bisognerà cogliere l’opportunità di utilizzare questa specie di “terrapieno” come “cava sottomarina” per il prelievo di materiale da destinare alle opere anti-erosione”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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