Sicurezza
Arrestati mentre tentano di rubare il rame
In manette due fratelli: il primo colto sul fatto, l’altro dopo la fuga era tornato per completare l’opera
CASCINA. Sono stati arrestati mentre cercavano di rubare del rame all’interno di una ex fabbrica. In manette sono finiti due cittadini stranieri, due fratelli di nazionalità albanese.
Uno, il più giovane, è stato trovato sul posto dai carabinieri, intervenuti in seguito all’allarme lanciato dal proprietario del fabbricato. Aveva provato a nascondersi. L’altro, invece, fuggito, è stato tradito dall’ingordigia: due ore dopo è ritornato sul posto per riprendere l’attività che aveva dovuto sospendere per l’arrivo dei carabinieri. Tutto è accaduto sabato mattina. Teatro dell’episodio, la ex fabbrica di marmi e vecchia fornace in via Genovesi a Cascina.
Una struttura dismessa, all’interno della quale, però, ci sono ricoverati materiali in ferro e in rame. E proprio questo materiale era l’oggetto dei desideri dei due albanesi.
Intorno alle 10 di sabato mattina, il proprietario della fabbrica, che abita in un alloggio adiacente alla struttura, sente dei rumori. Si insospettisce. Prende il telefono e avverte i carabinieri della stazione di Cascina. Una pattuglia dei militari guidati dal maresciallo Mauro Dal Canto, arriva sul posto subito dopo aver ricevuto la richiesta d’aiuto.
La fabbrica viene ispezionata in maniera capillare. E, in un angolo, nascosto e rincantucciato, viene trovato un ragazzo di diciannove anni, subito arrestato. I carabinieri lo trovano in possesso di alcuni arnesi utili per lo scasso. Mentre i carabinieri sono intenti a fermare il ragazzo trovato nascosto, un’altra persona approfittata della situazione per scappare dall’interno della fabbrica e far perdere le sue tracce nelle campagne che circondano l’ex fornace.
Nelle vicinanze della fabbrica, però, i carabinieri notano un’auto. Una Renault Clio, parcheggiata. Dai controlli risulta intestata al ragazzo finito subito in manette.
Pensando che il complice in fuga avesse provato a recuperare l’auto, i carabinieri rimangono sul posto; predispongono un servizio di osservazione. Restano a lungo fermi, sul posto, non perdendo d’occhio quel veicolo.
E, dopo due ore, il complice si fa vivo. Tornato sul posto. I carabinieri aspettano che s’avvicini alla macchina, per intervenire e fermarlo. E restano assai meravigliati quando vedono che l’uomo giovane non è tornato per riprendersi la Clio, ma per continuare il lavoro lasciato a metà. Rientra in fabbrica. L’edificio viene circondato; sul posto interviene in aiuto anche un elicottero, alzatosi in volo dall'elinucleo di Pisa. Rimane sospeso sulla fabbrica per avere la miglior visione possibile e scongiurare qualsiasi tipo di fuga del secondo complice. Che in poco tempo viene arrestato e portato in caserma per essere identificato: ha 42 anni ed è il fratello maggiore del primo albanese arrestato.
Emilio Chiorazzo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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