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Un altro no alle aste per le spiagge

Un altro no alle aste per le spiagge

Due paramotori hanno volato da Calambrone fino a Marina

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TIRRENIA. Per tenere viva l’attenzione contro la direttiva Bolkestein dell’Unione europea secondo cui le concessioni demaniali delle spiagge dovrebbero andare all’asta entro la fine del 2015, ieri pomeriggio c’è stata un’altra manifestazione organizzata dai gestori degli stabilimenti balneari. Intorno alle 16, da Calambrone, si sono alzati in volo due paramotori (parapendii a motore) che hanno sorvolato le spiagge fino alla foce dell’Arno.

Sulla vela era scritto “no alle aste” e durante il loro passaggio, diversi gestori dei bagni hanno spiegato alla clientela il motivo di quella frase. Anche Alessandro Cordoni, presidente della Confesercenti del Litorale e Fabrizio Fontani della Sib Confcommercio di Pisa hanno sottolineato che la manifestazione aveva lo scopo di continuare la protesta nei confronti di una direttiva europea che non considera la particolarità della situazione italiana in cui le concessioni degli stabilimenti sono a conduzione familiare.

In un primo momento, era programmato il passaggio di dieci paramotori, ma poi sono stati due i velivoli ad attirare l’attenzione di chi era al mare. E la ditta costruttrice di questi parapendii che solcano il cielo spinti da un motore ha distribuito una serie di gadget (creme abbronzanti) nei vari stabilimenti da regalare ai bagnanti.

Ricordiamo che sabato 11 c’era stata la protesta su tutto il litorale toscano. Il programma prevedeva che durante il passaggio degli aerei sulla spiaggia ci sarebbe stato un mega-tuffo. Ma a causa di un forte vento che si era alzato da Carrara, i deltaplani erano passati in ritardo. Tuttavia, il tuffo in acqua c’era stato lo stesso. Migliaia i bagnanti che si sono tuffati in mare a sostegno della protesta dei balneari. Erano presenti anche il vicesindaco Paolo Ghezzi e l’assessore Andrea Serfogli.

Anche l’amministrazione comunale è dalla parte dei concessionari. Una battaglia difficile e chi vuole investire nella propria attività non lo fa in attesa di un chiarimento, se potrà o no continuare a gestire lo stabilimento balneare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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