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Pisa

Tassa di soggiorno, i più sono in regola

Tassa di soggiorno, i più sono in regola

Il Comune segnalerà alla Finanza quei pochi che non hanno chiesto il pagamento ai turisti

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PISA. «L'intervento del direttore di Confcommercio, Federico Pieragnoli, come al solito, si commenta da solo».

È secca la replica dell’assessore comunale al Bilancio Giovanni Viale che, per spiegare nel modo più chiaro possibile la situazione, ripercorre semplicemente i fatti. Tema del contendere la tassa di soggiorno: alcuni operatori non l’hanno versata e l’assessore ha fatto sapere che il Comune segnalerà il fatto alla Guardia di Finanza. È bastato quest’annuncio perché il vertice di Confcommercio, con in testa il direttore, reagisse.

«Il Comune - osserva Viale, definito da Confcommercio assessore sceriffo - ha registrato che la stragrande maggioranza degli operatori ha riversato nelle casse comunali quanto incassato a titolo di imposta di soggiorno, istituita con legge dello Stato, per il periodo marzo - maggio 2012».

«Soltanto alcuni - prosegue Viale - non hanno riversato alcunché o molto poco. Per questo il Comune sta chiedendo, con una lettera molto cortese quale sia il motivo del mancato versamento della tassa di soggiorno. Potrebbe trattarsi di attività stagionali oppure gli operatori potrebbero essersene dimenticati o ancora potrebbe esserci un errore dell’amministrazione che non ha rilevato il pagamento. Se invece risultasse che effettivamente non fosse stato fatto alcun pagamento o se questo fosse molto limitato (ce ne sono alcuni di dieci euro) rispetto alle presenze, due sono le ipotesi possibili: o la struttura non ha avuto alcuna presenza nel periodo, oppure il suo gestore non ha chiesto il pagamento dell'imposta di soggiorno ai turisti».

«In questi casi, e soltanto in questi casi - sottolinea Viale - l’amministrazione comunale di Pisa farà una segnalazione alla Guardia di Finanza che, nella sua autonomia, farà quanto riterrà opportuno e il Comune farà altrettanto. Quello che è evidente – conclude l’assessore al Bilancio - è il diverso approccio del Comune e del direttore di Confcommercio, Pieragnoli: il Comune tutela gli operatori corretti rispetto agli eventuali furbi; lui, invece, tutela gli eventuali operatori furbi a danno di quelli corretti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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