Il dolore
Licenziamento scongiurato a “Le Porte”
MONTE SERRA. Scongiurato il licenziamento di sette dipendenti stagionali a “Le Porte” in conseguenza della crisi idrica. Due privati cittadini, dopo che hanno saputo del caso, al centro di non poche...
MONTE SERRA. Scongiurato il licenziamento di sette dipendenti stagionali a “Le Porte” in conseguenza della crisi idrica. Due privati cittadini, dopo che hanno saputo del caso, al centro di non poche polemiche, si sono fatti carico del problema offrendo loro di fornire l’approvvigionamento dell’acqua. Attraverso grossi contenitori d’acciaio avviene il trasporto delll’acqua dalla Pieve al Monte Serra. Paolo Degli Innocenti, uno dei gestori del locale, dice: «Ringraziamo di cuore chi ci aiuta. Forse le istituzioni hanno sottovalutato la portata di questa vicenda, per certi aspetti paradossale. È in gioco il lavoro di sette famiglie». «La gente – fa eco l’altro gestore, Laura Gracci – ha capito il dramma che si stava consumando. Per il momento il peggio sembra superato anche se si impone affrontare radicalmente la situazione. Torniamo a chiedere il prolungamento dell’acquedotto comunale. In seconda ipotesi, a nostre spese, la realizzazione di un pozzo oppure, ancora a nostre spese, il rifornimento con autobotti come avviene fino a Tre Colli. Noi ci troviamo a tre o quattro chilometri in linea d’area più in alto, lungo la strada provinciale. Si tenga conto che puntualmente paghiamo le tasse, a cominciare da Imu e Tia. Vorremmo gli stessi servizi accordati a tutti. Rimane la perplessità che dai pozzi sul territorio calcesano si porta l’acqua, 50 litri al secondo, verso altri comuni come Vicopisano e Cascina quando l’acqua scarseggia nell’alta Valgraziosa».
Marzia Ara
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