Farmaci, i medici pisani bocciano il governo
Il presidente Figlini critica le nuove regole di prescrizione e approva i ticket della Regione
PISA. I medici pisani non sono d’accordo con il Governo circa le nuove regole di prescrizione dei farmaci. «Indicare sulla ricetta solo il principio attivo, cioè la sostanza farmaceutica , senza citare il “griffato” o l’”equivalente” – spiega il presidente dell’Ordine provinciale, Giuseppe Figlini – può creare confusione nel cittadino, senza offrire risparmi per lo Stato. Il fatto è che i farmaci equivalenti non sono uguali, perché non è obbligatorio il confronto fra loro, mentre lo è con il prodotto griffato. Specie nel settore cardiologico la differente tolleranza fra gli effetti del farmaco originale e l’equivalente può determinare talora problemi. Per maggiore sicurezza, all’estero, si ricorre ad uno speciale elenco (Orange Book) che riporta invece il confronto tra i farmaci equivalenti. Inoltre sono possibili casi d’intolleranza a certi eccipienti che, per legge, possono essere diversi fra i singoli prodotti equivalenti. Non è nemmeno vero che si vada a un risparmio economico. Il provvedimento si limita a trasferire dal medico prescrittore al farmacista dispensatore il compito della scelta del farmaco, in condizioni d’equivalenza di principio attivo». Si potrebbero fra l’altro creare controversie medico-legali, qualora si verificassero problemi in seguito all’assunzione di prodotti diversi da quelli prescritti. «Non sono scelte nostre – prosegue Figlini – perché l’orientamento dell’Ue esclude la possibilità di lasciare al farmacista la scelta del farmaco da somministrare. Inoltre, il Consiglio di Stato ha confermato come l’incidere sul principio di libera scelta del farmaco da parte del medico, influisca sul diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Da qui, la necessità di rivedere la normativa sulla prescrizione farmaceutica per giungere ad un testo unico che faccia chiarezza».
Quanto ai nuovi ticket sulla sanità proposti dalla Regione, Figlini parla di una decisione giustificata per fronteggiare la fortissima riduzione di risorse messe dallo Stato a disposizione della Toscana, che pure ha generalmente amministrato con oculatezza, garantendo in particolare livelli di prestazioni in molti casi eccellenti e comunque mediamente di buon livello.
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
