Finanza
Per i bengalesi è stato tutto un equivoco
La versione degli ambulanti sulla lite di piazza Belvedere: il nostro collega stava solo facendo pipì
TIRRENIA. Per i bengalesi accusati di aver aggredito l’imprenditore pisano abitante a Tirrenia mandandolo all’ospedale dove gli hanno dato cinque punti in testa, si è trattato tutto di un equivoco e le cose sono andate in modo diverso. «Il mio connazionale era andato nella pinetina per fare pipì – racconta Mohammed Sobuz, vicino di banco del bengalese accusato di avere picchiato il tirrenese e testimone dei fatti- Non era andato lì a masturbarsi come invece ha detto la moglie del signore che poi è venuto qua a litigare con noi. E poi, quando lui è arrivato – continua Sobuz - è andato subito dietro al banco del mio amico che parla anche poco italiano e gli ha sferrato subito un pugno facendolo cadere per terra. A quel punto siamo intervenuti sia io che un altro nostro vicino di bancarella e abbiamo cercato di fermarlo, gli stava dando delle pedate e in quel parapiglia l’uomo italiano ha sbattuto la testa contro il ferro del banco che regge la tettoia della bancarella e si è fatto male alla testa». Secondo il racconto dei bengalesi che hanno assistito al fatto, la moglie dell’uomo aggredito stava passando dietro la pinetina alla ricerca della bicicletta rubata al figlio quando il bengalese (quello accusato di masturbarsi) proprio in quel momento si era allontanato dalla sua bancarella per andare a fare pipì. Secondo i bengalesi, la donna deve aver frainteso, è andata alla bancarella e ha detto che sarebbe tornata con il marito. «Saranno state le 17,30 quando è venuta la donna ad urlare qui davanti – riprende Sobuz – Oltretutto per noi questo è il periodo del Ramadam e non solo non possiamo bere e mangiare durante il giorno, ma non possiamo neanche pensare cose come quelle di cui ha parlato la signora. Dietro le bancarelle è il posto dove andiamo a pregare e come vede lo teniamo pulito e fare una cosa del genere avrebbe voluto dire sporcarlo».
La reazione dei commercianti del posto non è stata certo clemente nei confronti dei bengalesi e colmi ormai dei problemi con i venditori abusivi si sono scagliati contro di loro chiedendo che se ne vadano. Ma non tutti sono di questa idea, qualche commerciante vicino a piazza Belvedere sostiene che in realtà i bengalesi non hanno mai dato fastidio a nessuno, che se ne stanno in disparte e lavorano dalla mattina fino a notte fonda e oltretutto hanno regolari permessi, pagano il suolo pubblico e le tasse.
A parte gli abitanti del posto, a parlare con la gente di passaggio sembra quasi che l’episodio sia passato inosservato o che ne abbiano sentito parlare vagamente. «Io il fatto non l’ho letto, me l’hanno raccontato – afferma Marco Barsacchi di Vicarello - Atti osceni e pestaggio, se sono veri, vanno condannati, chiunque sia stato a compierli». (d.l.)
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