Attenzione
Pappa e cacciucco per la futura Provincia
PISA. Anche senza avere un proprio ristorante, Simone Rugiati è uno dei cuochi più noti del momento, una notorietà tutta legata alla tv e alla produzione editoriale. Cosa l’ha spinta a diventare...
PISA. Anche senza avere un proprio ristorante, Simone Rugiati è uno dei cuochi più noti del momento, una notorietà tutta legata alla tv e alla produzione editoriale.
Cosa l’ha spinta a diventare uno chef?
«Sicuramente la passione. Poi il gusto di dare un momento di piacere a chi assaggia i miei piatti. Ma soprattutto la soddisfazione di insegnare a preparare un buon piatto, non solo proporlo e ricevere i complimenti».
C’è un boom di iscrizioni alle scuole alberghiere. Che consiglio dà ai giovani?
«Dico di pensarci bene. I ragazzi usciti dalle scuole medie sono in un'età in cui non si sa bene ancora cosa si vuole dalla vita. Dico di non illudersi, questo è un mestiere che richiede sacrificio, impegno e molte rinunce. Non vorrei davvero che pensassero alla figura dello chef come se fosse un attore o un personaggio. Fino a qualche anno fa, non se lo sarebbe immaginato nessuno, me compreso».
Eppure in questo momento in cui i cuochi spopolano in Tv e godono di un grandissimo seguito.
«Non sono sicuro che sia destinato a durare per sempre. Quando ho iniziato io la figura del cuoco non era la stessa di oggi. Anche i miei genitori non erano d'accordo quando dissi che avrei voluto fare l'alberghiero. Loro avrebbero preferito per me un altro tipo di studi».
Lei è cresciuto a Santa Croce sull'Arno, si considera "pisano"?
«Sono cresciuto lì e lì ho la mia famiglia quindi sì, si può dire così».
Le piacerebbe, un giorno, lavorare da queste parti?
«Purtroppo il mio rapporto professionale con la Toscana è un po' complicato, e da toscano me ne dispiaccio. Ma se qualcuno mi proponesse qualche opportunità, anche a Pisa, verrei molto volentieri».
Che piatto legato alla tradizione consiglierebbe per i nostri lettori?
«Zuppa di pane fredda con cipolle, una delle specialità con cui sono cresciuto grazie a mia nonna».
Ha letto che Pisa e Livorno finiranno accorpate in un'unica provincia? Che piatto cucinerebbe per mettere insiem a tavola un pisano e un livornese?
«No, non lo sapevo. Preparerei pappa al pomodoro e cacciucco, cosi da mettere d'accordo entrambi».
Progetti per il futuro? Magari aprire un ristorante?
«Si, l'idea è in cantiere. Sto cercando di aprire un'attività a Miami in Florida, ma non ho tutta questa fretta di rimanere fisso dentro la stessa cucina».
Si sentirebbe più gratificato se un giorno ricevesse un riconoscimento tipo "stella Michelin"?
«Io vivo per cucinare e cucino per divertirmi. Non ho nessuna intenzione di aprire un ristorante con il solo scopo di ingraziarmi dei critici dei quali non mi importa nulla e che considero spesso degli incompetenti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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