Il Tirreno

Pisa

La proposta di Navicelli non dispiace al Comune

di Carlo Venturini
La proposta di Navicelli non dispiace al Comune

Il 20 agosto tutti al capezzale della foce dell’Arno, convocata la riunione Si parlerà anche di spostare la sperimentazione di dragaggio prevista sul canale

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PISA. Il 20 agosto, tutti al “capezzale” della foce dell’Arno che è diventata una sorta di Scilla e Cariddi per le barche a vela che devono zigzagare per evitare le lame sabbiose formatesi proprio allo sbocco in mare del nostro fiume.

La Navicelli spa (e non la Boccadarno come erroneamente è uscito nel titolo della prima pagina di ieri, errore di cui ci scusiamo con i lettori e con gli interessati ndr) intanto tiene a precisare che «è stata fatta una proposta di spostare la richiesta di una sperimentazione innovativa di dragaggio prevista sul Canale dei Navicelli trasferendola appunto sulla Bocca d’Arno vista l’urgenza di risoluzione del problema dell’insabbiamento della foce». Proprio l’idea della Navicelli spa sembra sia quella più papabile per risolvere in tempi brevi il nodo della foce insabbiata anche se ovviamente deve essere vagliata da tutti gli enti preposti. Il Comune si fa intanto capofila della convocazione di una conferenza istruttoria e già lunedì partiranno le lettere firmate dal sindaco Marco Filippeschi e indirizzate a Regione, Provincia, Arpat, Asl 5, Parco di San Rossore, Navicelli spa, Capitaneria di porto e ad alcune associazioni di categoria. «Non è stato possibile procedere in tempi più rapidi visto l’alto numero di persone coinvolte da convocarsi in pieno agosto», dice l’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli. Sempre Serfogli vuol ribadire che la questione del dragaggio non è di sola competenza comunale. «Proprio l’alto numero di soggetti coinvolti in questa operazione sta a significare che l’interesse è diffuso e riguarda l’intero settore economico della nautica e le questioni annesse di sicurezza idraulica e navigabilità del fiume».

Il problema è che alla foce si è formata una gobba sabbiosa che si sposta dal lato dei retoni a quello del porto a seconda delle mareggiate e della forza del fiume, un fenomeno questo che deve essere monitorato dunque in continuo e che non facilita di certo l’individuazione di una corsia di sicurezza per le barche a vela in uscita o in entrata in Arno. La Capitaneria di porto informa che da quando è scattato l’allarme non vi è stato alcun insabbiamento di natanti.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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