Sicurezza
«Il rave party di Ferragosto va vietato»
Centinaia di condomini di Calambrone chiedono un intervento per impedire la festa sulla battigia tra musica, falò e alcol
Oltre 400 residenti schierati contro il temuto rave party al Calambrone previsto il 15 agosto, secondo un copione già visto in passato. I residenti si rivolgono direttamente al prefetto Tagliente e a colpi di raccomandata (datata 25 luglio e spedita poco dopo) gli chiedono di impedire che questo rave party venga posto in essere.
«Siamo i condomini delle ex Colonie Regina del Mare, Regina Elena, Principe di Piemonte e del Condominio Le Navi – spiega un portavoce dei residenti – e chiediamo che venga impedito il rave party che ogni anno a Ferragosto mette a serio rischio la sicurezza di molte persone, fa scempio delle dune e delle nostre spiagge».
I residenti si sono organizzati mandando una lettera raccomandata a più organi delle forze dell’ordine oltreché al prefetto.
Il grido di aiuto è arrivato via posta al comando dei vigili urbani, alla Questura, al Comune, al comando dei carabinieri di Pisa e di Tirrenia. Alle voci di questi condomini si sono unite quelle dei gestori dei bagni della zona. E le proteste, meno organizzate ma altrettanto indignate dei bagnanti abituali delle spiagge libere, anche quest’anno, non mancheranno di farsi sentire attraverso i social network. Del resto, un’anteprima dello spettacolo di ferragosto lo si è potuto apprezzare al rave party di Vada lo scorso luglio.
«A giustificare l’intervento delle forza dell’ordine – spiegano i residenti - basterebbero la devastazione delle dune protette e la trasformazione delle spiagge in latrine a cielo aperto, ma dall’anno scorso è chiaro che va tutelata anche l’incolumità dei villeggianti, dato che alcuni ragazzi non hanno esitato a scavalcare la cancellata di cinta delle ex colonie per portare via dai porticati delle abitazioni oggetti in legno come tavolini e sedie con cui alimentare i falò sulla spiaggia».
Il problema del danneggiamento degli arredi sembra sia il male minore, perché la questione è che non solo i residenti, ma soprattutto i gestori di alcuni bagni hanno ricevuto l’anno scorso minacce sui vari social network. Ricordiamo che la scorsa estate furono usati per fare i falò diverse staccionate di più stabilimenti balneari.
I residenti chiedono l’intervento delle forze dell’ordine e della prefettura anche per «l’incolumità delle centinaia di ragazzi, non di rado adolescenti, che in quella notte brava si stordiscono con la musica martellante dei tamburi, con alcol e droga».
Una ragazza, nell’estate di due anni fa, fu portata via in ambulanza in coma etilico.
(Carlo Venturini)
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