Il Tirreno

Pisa

I castagni sul monte Serra decimati da tre malattie

di Pierluigi Ara
I castagni sul monte Serra decimati da tre malattie

Gli alberi, alcuni secolari nell’area di Santallago, colpiti dal cancro corticale dal male dell’inchiostro e da un insetto simile a una mosca che attacca le gemme

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CALCI. I castagni del monte pisano sono gravemente malati. Sono numerosi quelli essiccati o semidistrutti. Il fenomeno è purtroppo molto diffuso e investe anche i castagneti, radicati nella zona di Molina di Quosa, nella valle di Buti oltre che sul versante lucchese. Per la sua bellezza spicca la località di Santallago che annovera castagni ultracentenari. Però ultimamente il castagno, ha subito l’attacco su tre fronti. Lo hanno portato il cancro corticale, il cosiddetto male dell’inchiostro e il cinipide galligeno.

Le manifestazioni del cancro corticale si notano in corrispondenza dei giovani rami e dei polloni sulla cui superficie si evidenziano macchie irregolari, color rosso mattone, che gradualmente si allargano. La corteccia si rigonfia fino a lacerarsi, lasciando intravedere il tessuto morto sottostante, di colore giallastro. Dapprima si verifica la morte dei rami apicali cui segue quella delle branche più grosse ed infine del tronco. Adolfo Cappelli, esperto dell’ufficio forestazione del Comune di Calci, spiega: «Questa malattia qui da noi è frequentissima. Credo addirittura che esista solo un misero 5% di piante indenni». Fa ancora più paura il mal dell’inchiostro che, causato da due specie appartenenti al genere phytophora, interessa principalmente l’apparato radicale ed è letale. Il nome curioso della malattia deriva dalla colorazione scura, quasi nera, dei tessuti sottocorticali del colletto causata dall’ossidazione di sostanze tanniche ad opera di enzimi secreti dal fungo. Annota Cappelli: «I sintomi sono abbastanza evidenti, variano da una decolorazione e avvizzimento fogliare ad un disseccamento dei polloni radicali a cui segue la morte di tutta la pianta. A volte essa è così repentina che la pianta muore con le foglie ancora verdi. Paragonandola ad una malattia umana è simile all’infarto fulminante».

Infine il cinipide galligeno che è un piccolo imenottero, in pratica una mosca. Provoca la formazione di galle, cioè ingrossamenti di varie forme e dimensioni, a carico delle gemme e delle foglie. In estate fuoriescono le femmine alate che vanno a depositare le uova nelle gemme. Dalle uova fuoriescono le larve che si sviluppano molto lentamente sempre all’interno delle gemme senza che queste presentino sintomi della infestazione. Nella primavera successiva si ha un rapido sviluppo delle larve che determina la formazione di caratteristiche galle, prima verdastre e poi tendenti al rosso. Si possono avere foglie di dimensioni ridotte. Si registra non di rado un consistente calo della produzione di castagne ed una riduzione dello sviluppo vegetativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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