Il Tirreno

Pisa

Aereo in ritardo, ma il tuffo si fa lo stesso

di Donatella Lascar
Aereo in ritardo, ma il tuffo si fa lo stesso

Sul litorale pisano i bagnanti si sono gettati insieme in acqua per protestare contro l’asta delle spiagge

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MARINA. Anche il litorale pisano è stato teatro del maxi tuffo (stimati 250mila partecipanti da Marina di Carrara fino a Calambrone) per dire no alle aste e salvare il turismo balneare. Hanno aderito oltre 700 stabilimenti e si sono viste unite Confesercenti e Confcommercio.

Questo è il secondo anno consecutivo che si ripete il tuffo contro la direttiva Bolkestein per sensibilizzare sia le istituzioni che la gente comune sul futuro degli stabilimenti balneari dopo il 2015, data in cui gli arenili verranno messi all’asta se non interverranno fattori nuovi da parte del governo.

Ieri pomeriggio pattini in acqua tutti schierati per il salvataggio in caso di necessità e bagnanti in fila sulla riva ad aspettare il passaggio del deltaplano a motore con attaccato lo striscione: “No alle aste – Balneari toscani”. Sono stati dieci i paramotori della scuola di volo FlyxFun che hanno sorvolato il cielo partendo da Carrara ed arrivando fino a Marina di Pisa passando da Massa, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore e Viareggio. Ma l’attesa è stata piuttosto lunga, perché il velivolo ha ritardato per un forte vento in quota e, invece di passare sulle teste dei bagnati del litorale alle 17.30, è arrivato verso le 17.50. A quel punto, però, in molti stabilimenti si erano già buttati in acqua, mentre in altri hanno aspettato imperterriti il passaggio dell’aereo.

L’umore era allegro, un cima di festa. In diversi bagni il momento del tuffo è stato preceduto da un po’ di animazione che ha contribuito ad impedire il disperdersi dei bagnanti per il prolungarsi dell’attesa. Dopo il tuffo è continuata la festa con serate di ballo o cocomerate.

«Sono d’accordo che le spiagge restino come sono attualmente – spiega Marco Barsacchi di Vicarello – perché credo che chi compra all’asta abbia voglia di portare migliorie tali da non poter mantenere i prezzi per i clienti come sono adesso. A risentirne saranno soprattutto i bagnanti pendolari con il rischio che gli stabilimenti siano alla fine solo per turisti che vengono da fuori. E poi - conclude Barsacchi, cliente del bagno Marco Polo – ritengo che sia ingiusto che gli stabilimenti vadano all’asta anche per chi ci ha lavorato una vita».

«Io ho partecipato al tuffo perché mi piace che il bagno dove vengo da anni – afferma Liliana Cavalletti, di Navacchio, anche lei cliente del Marco Polo – rimanga così com’è».

Alessandra Vanni, pisana e cliente del bagno Vittoria (Marina), pensa che il tuffo sia stato una bella iniziativa. «Sono due anni che vengo in questo stabilimento e mi trovo bene – dice Vanni – Condivido l’iniziativa perché nei bagni ci sono intere famiglie che lavorano e credo che nessuno rimarrebbe inerte nel vedersi portare via qualcosa che dà da mangiare a tutta la sua famiglia e a cui hai dedicato la vita».

Accanto ai rappresentanti delle due associazioni di categoria, Alessandro Cordoni, presidente della Confesercenti del litorale, e Fabrizio Fontani, della Sib Confcommercio Pisa, anche i rappresentati delle istituzioni come il vicesindaco Paolo Ghezzi, l’assessore Andrea Serfogli, l’assessore al personale Silvia Marroni e alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione che all’ora X si sono tuffati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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