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Pisa

In un libro la storia di Pisa al mare

In un libro la storia di Pisa al mare

Scritto dal giornalista Giuseppe Meucci ed edito da Pacini, il volume ripercorre un secolo e mezzo di storia nel corso del quale le località di Marina, Tirrenia e Calambrone sono state al centro di eventi e personaggi di rilevanza nazionale

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È nata una storia racchiusa in poco più di un secolo e mezzo, quella di Pisa al mare, ma densa di eventi e personaggi di rilevanza nazionale. Una storia a cui il giornalista e scrittore pisano Giuseppe Meucci ha dedicato il suo ultimo libro intitolato “Storia illustrata di Pisa al mare” ed edito da Pacini. Tutto - racconta Meucci - cominciò con l’annessione della Toscana al Regno d’Italia quando i Savoia arrivarono nella grande tenuta litoranea di San Rossore togliendo ai pisani il diritto di usufruirne, in cambio della riva sinistra dell’Arno dove sorgerà Marina di Pisa. Celebre per i soggiorni di D’Annunzio e della Duse, ricca di ville liberty e frequentata dal bel mondo dell’epoca, Marina di Pisa conobbe un periodo di grande splendore fino a quando a Boccadarno non si insendiò un’azienda tedesca che fabbricava i famosi idrovolanti Dornier Wal, protagonisti negli anni Venti e Trenta di grandi trasvolate oceaniche e della missione di Amundsen al Polo Nord.

Mutato il destino di Marina di Pisa, in quegli anni prese corpo lo sviluppo di Tirrenia, nella grande pineta di Tombolo, dove Mussolini volle i primi teatri di posa del moderno cinema italiano, già quattro anni prima che a Roma si costruisse Cinecittà. Fondati da Giovacchino Forzano, gli studi della Pisorno a Tirrenia furono inaugurati con un film il cui soggetto era stato scritto dal Duce in persona e sfornarono i primi film dei “telefoni bianchi” con i divi dell’epoca e i grandi registi. Nel dopoguerra Sophia Loren girò a Tirrenia il film del suo esordio (1953) e vi tornò negli anni Sessanta con il marito Carlo Ponti che acquistò gli studi rilanciando l’attività cinematografica. Completano la storia di Pisa al mare, ricostruita anche con un apparato iconografico d’epoca di intensa suggestione e bellezza, le grandi colonie di Calambrone, realizzate dal 1932 al 1938, simbolo del welfare voluto dal regime e oggi testimonianza imponente dell’architettura razionalista e futurista italiana. Chiude il volume una ricostruzione delle vicende più recenti del litorale che hanno portato alla nascita del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli.

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