Italia
In ruolo 143 tra maestri e professori
Ma Bresci (Cgil) avverte: «Non tutti i posti sono garantiti a chi lavora da anni come precario»
PISA. Sono 143 gli insegnanti della provincia di Pisa che a settembre coroneranno il sogno del posto fisso. Il ministero, lo scorso 7 agosto, ha fatto il punto sulle possibilità di immissione in ruolo del personale scolastico e ha annunciato 21mila assunzioni per i docenti italiani. Delle 143 cattedre assegnate alla nostra provincia 13 andranno ai maestri della scuola materna, 24 a quelli delle scuole elementari, 64 ai professori delle scuole medie e 27 a quelli delle scuole superiori, mentre le restanti 15 andranno agli insegnanti di sostegno.
Ma i posti affidati per il ruolo in ogni materia verranno ripartiti per metà tra gli aspiranti delle graduatorie ad esaurimento e per l’altra metà tra quelli delle graduatorie dei concorsi a cattedra del 1990, 1995 e 1999.
«Non tutti i posti sono garantiti per coloro che da anni lavorano con sacrificio nella scuola – dice Gabriella Bresci, leader della Flc Cgil - il rischio è che, come già accaduto, potrebbe diventare di ruolo chi invece nella scuola non ci ha mai lavorato, ma 22 anni fa ha superato un concorso. Inoltre con le nuove disposizioni i posti possono essere assegnati al personale di ruolo in esubero anche se sprovvisto della specifica abilitazione. Fortunatamente nella nostra provincia sembra che non si presentino casi del genere».
Qualora le graduatorie andranno esaurite, i posti rimanenti verranno dati ai precari delle liste provinciali ma le nomine autorizzate dal ministero sono comunque inferiori rispetto ai posti disponibili.
«Non sono state fatte le nomine su tutti i posti vacanti – spiega Bresci - forse a riprova del fatto che il precariato nella scuola si considera strutturato. I posti liberi, infatti, se non assegnati al personale di ruolo che chiede la mobilità per un anno o al personale in esubero, saranno dati in supplenza».
Le assunzioni, che inizieranno con il nuovo anno scolastico, saranno a tempo a indeterminato e per molti sarà la fine di un passato di precariato.
Resta incerto il futuro del personale Ata: con i tagli alla spesa pubblica molte mansioni amministrative saranno tagliati e il destino di questi lavoratori sarà legato alla ricollocazione dei docenti cosiddetti “inidonei”.
«Aver ottenuto le immissioni a ruolo del personale docente – conclude Bresci - è un risultato importante, ma non compensa i pesanti provvedimenti della spending review che ricadono sul personale Ata per il quale ci sarebbero seri problemi se si dovessero assegnare impieghi amministrativi e tecnici ai docenti con problemi di salute».
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