Sicurezza
Il caldo non smette e sul Serra si aggrava l’emergenza idrica
CALCI. Il monte pisano è in ginocchio. Si aggrava l’emergenza idrica. Non da tregua il caldo torrido. Una siccità gravissima. L’allarme è stato rilanciato e riguarda il versante che dal Monte Serra...
CALCI. Il monte pisano è in ginocchio. Si aggrava l’emergenza idrica. Non da tregua il caldo torrido. Una siccità gravissima. L’allarme è stato rilanciato e riguarda il versante che dal Monte Serra scende verso Calci ed il piano di Pisa, ma parimenti investe il versante che porta a Buti e nel pontederese.
In una affollata conferenza stampa delle liste civiche di Calci e Buti, sono stati evidenziati i complessi problemi. Presenti i volontari dei gruppi antincendio e i giovani della Misericordia, i tre consiglieri comunali di “Calci nel cuore” e i quattro rappresentanti della “lista Spigai per cambiare”. Insieme nella circostanza, si sono uniti per fare il punto della situazione definita “inquietante”. L’appello a tutte le istituzioni «perché ciascuno faccia la sua parte senza sottovalutare nulla». Il quadro appare poco rassicurante: flora e fauna del monte ko con piante anche d’alto fusto secche, sottobosco che non esiste più, sostituito da erbe gialle paragonate a paglia e fieno; animali morti o in fuga verso il basso in cerca di acqua e cibo. Inoltre sparite le sorgenti, cancellate le prese d’acqua superficiali. A secco il Rio Magno, i due torrenti Zambra, il Vallino, l’Aldio.
Per l’incontro con i cronisti è stato scelto “Le Porte”, caso emblematico della crisi contingente. Epicentro abituale anche delle squadre antincendio e degli uomini durante le calamità invernali, a “Le Porte” sono a rischio sette posti di lavoro dopo che è venuto meno l’approvvigionamento dell’acqua.
I consiglieri comunali Valter Mignani, Paolo Lazzerini, Genny Degli Innocenti, Paolo Bandecca e Antonio Parenti hanno paventato il flagello degli incendi dei quali il monte mostra ancora le ferite del passato. Hanno detto in particolare: «È inammissibile per esempio che siano lasciati vuoti i laghetti artificiali dove attingere l’acqua in caso di incendio». Altro monito ripetuto: «Non è stata attuata una efficace opera di prevenzione». Infine la questione delicata dei compensi di Mara Romano, segretaria unica di Calci e Buti. Le vengono attribuiti circa 100mila euro: esattamente 96.162,21 euro, a cui si aggiungono le indennità accessorie. Attaccano “Calci nel cuore” e “Civica per Spigai”: «Si tratta di una cifra esorbitante, specie in tempi di austerity e risulta assolutamente sproporzionata anche in relazione ai magri stipendi di impiegati ed operai comunali». Secondo le liste civiche «fino ad ora da parte della segretaria è mancata lo spirito di mediazione, indispensabile alla necessaria dialettica, purtroppo aggravata dall’arroganza degli amministratori».
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