Attenzione
Un passaggio segnato dalle boe alla foce dell’Arno
È la soluzione per consentire la navigazione. Resta il nodo dei lavori di dragaggio. Il Comune: «Da soli non ce la facciamo»
Bocca d’Arno sarà dragata (forse) a primavera prossima, ma presto arriveranno intanto sette-otto boe per demarcare una corsia sicura di sbocco al mare. Sono le prime indiscrezioni trapelate da una riunione di due giorni fa alla Lega navale dove erano presenti tutti gli attori (Capitaneria di porto compresa) che con varie competenze devono “stappare” la Bocca d’Arno. Grandi assenti: la Regione e il Parco di San Rossore. La riunione era informale perché è stata già fissata in calendario una conferenza dei servizi che si terrà giovedì prossimo o il 20 agosto. Fino a quelle due date non si muoverà una foglia.
Intanto la Provincia è comunque certa di una cosa e cioè che tocchi al Comune dragare la foce dell’Arno perché quella zona “incaglia barche” è area demaniale marittima e il Comune ci incassa le concessioni. Il Comune non lo nega, ma alza le braccia: «Da soli non ce la facciamo, ci vuole un accordo di programma con la Regione e con tutti gli enti interessati».
Nel frattempo circa 2500 proprietari di barche ormeggiate in Arno stanno col fiato sospeso e soprattutto con occhi ed ecoscandagli allerta. «Stiamo valutando l’opportunità di creare intanto una corsia per l’uscita dei natanti usando delle boe di delimitazione che vadano ad individuare un’area sicura», dice Valter Picchi assessore all’ambiente della provincia.
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