Toscana
Sapienza, il Ministero si fida dell’Università
Non è stata chiesta una controperizia sul trasferimento. Prende campo l’ipotesi dei Cappuccini
PISA. Il ministero della Cultura continua a cercare una sede provvisoria per la Biblioteca universitaria, ma sempre più membri della conferenza dei servizi sulla Sapienza si domandano: e se fosse necessaria una controperizia? Da quando (29 maggio) il Palazzo in piazza Dante è chiuso, l’unico “pezzo di carta” su cui si è basato ogni passo successivo è stata la relazione dei vigili del fuoco, chiamati dall’Università a verificare se il terremoto emiliano aveva creato danni anche all’immobile di sua proprietà. Sandra Pesante, direttrice della Biblioteca (ospite in Sapienza, ma sotto tutela del Mibac) ricostruisce: «Non sono un tecnico e non mi esprimo su quello che è stato scritto.
Posso solo dire che il ministero ha preso atto e per ora non si è posto il problema di una controperizia». Pesante usa un’immagine efficace: «Se il padrone di casa dice che i tuoi libri mettono in pericolo lo stabile, è difficile non tenerne conto». Così, il 1° agosto c’è stato l’ennesimo sopralluogo per visionare la candidata del momento a sede provvisoria; nei vari mesi erano cadute una dopo l’altra le ipotesi messe in campo: o per il costo eccessivo di adattamento o per i tempi lunghi. Questa volta si tratta di uno spazio che sarebbe messo a disposizione dai frati Cappuccini nel loro convento in san Giusto e il sopralluogo non è stato negativo: ciò non significa che l’esito sia positivo.
Anche se alcuni danno la cosa per fatta, restano parecchi dubbi: in primo luogo né conferenza dei servizi, né tavolo ristretto si riuniscono da metà luglio; e sono questi i soggetti istituzionali all’interno dei quali deve nascere la soluzione. Inoltre il posto sarebbe un po’ fuori mano, mentre il ministero stesso era stato esplicito: «Soluzioni che portino a un allontanamento dal centro non sarebbero ben accette» (sottosegretario Roberto Cecchi, Camera dei deputati, 14 giugno). Infine, ci sono i dipendenti della biblioteca sul piede di guerra: i numeri ai Cappuccini implicano che una parte di loro sarebbe coattamente trasferita a Firenze; in una nota il personale parla di «sdegno e allarme» per un’ipotesi mai discussa coi sindacati, che «comporterebbe lo smembramento di un organico già ridotto e metterebbe in pericolo la riapertura dei servizi di lettura, consultazione e prestito».
Di fronte a tutto questo, più di un membro della conferenza servizi, pur non uscendo ancora allo scoperto, comincia a tradire insofferenza e lascia filtrare i quesiti covati da maggio: se è il Mibac a pagare, prima di scucire non farebbe bene a chiedere una controperizia? Essa servirebbe a capire se davvero il costosissimo trasloco sia necessario, oppure basti portare i libri a piano terra per le analisi strutturali della Sapienza. Va detto che il Mibac non è tenuto a farla, ma se davvero ci fosse la possibilità di un risparmio enorme, forse la prudenza consiglierebbe di mettersi al sicuro da ogni possibile contestazione della Corte dei Conti.
Gianluca Campanella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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