Attenzione
L’assessore non cade in trappola ed evita la truffa
CALCI. Non si arresta l’ondata di furti sul lungomonte pisano dove, nella circostanza, è stato cambiato obiettivo da parte dei soliti ignoti mentre la banda dello specchietto, che pare irrefrenabile,...
CALCI. Non si arresta l’ondata di furti sul lungomonte pisano dove, nella circostanza, è stato cambiato obiettivo da parte dei soliti ignoti mentre la banda dello specchietto, che pare irrefrenabile, continua a colpire però, stavolta, la candidata vittima, Mario Pellegrini, assessore comunale alle politiche sociali di Calci. Il fatto è accaduto in questi giorni in via Provinciale a Ripafratta, e si va a sommare con tutti gli altri episodi che sono avvenuti nella zona di Calci e a Pisa. Pellegrini però ha reagito ed ha dimostrato che il frego rosso sulla sua portiere niente altro era che un segno lasciato da una matita. Ha minacciato di denunciare l’individuo il quale non ha trovato di meglio che allontanarsi in tutta fretta.
Per quanto riguarda i furti, l’episodio più clamoroso ha avuto per teatro la zona del Paduletto, non lontano da Caprona, al confine tra la Valgraziosa e Vicopisano. Nel mirino le batterie dei camion che sono state rubate, “mutilati” di pezzi meccanici, inoltre, le macchine escavatrici, che sono impiegate nei lavori stradali per mettere a dimora le grosse tubature che porteranno acqua prelevata dai pozzi in territorio calcesano nei comuni di Vicopisano e Cascina.
Oltre le batterie, è stato portato via il gasolio dai serbatoi dei camion e delle macchine escavatrici. I grossi mezzi erano stati lasciati in quella che sembrava un’area tranquilla e sicura anche perché vicino alle proprietà di Maurizio Cei e Evio Bertolini. È successo durante la notte ed al mattino, quando si è trattato di mettere in moto camion ed escavatrici, si è avuta l’amara sorpresa. Ci si è interrogati su che tipo di guasto avesse lasciato in panne i mezzi, visto che si trattava dell’intero parco dei mezzi. Non c’è voluto molto per prendere atto del colpo consumato.
Tra le ipotesi, poi rientrate, anche il sospetto che fosse stato attuato una specie di boicottaggio per iniziativa dei contestatori alla decisione di dare l’acqua ad altri comuni. Ma non esistono prove in questo senso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
