Il Tirreno

Pisa

I parcheggiatori abusivi si reinventano

Conoscono già il funzionamento dei nuovi parcometri, ora dettano agli automobilisti i numeri di targa

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PISA. I nuovi parcometri sono appena partiti ma, a giudicare da una nostra passeggiata svolta ieri in zona ospedale di Cisanello, sembra che siano sempre stati lì. Tutti gli “attori” hanno trovato già un nuovo equilibrio: gli automobilisti inseriscono il numero di targa e i senegalesi si sono “reinventati”. Riassunto delle puntate precedenti: sinora chi andava via dal parcheggio molto prima della scadenza della sosta pagata, regalava il biglietto in parte utilizzato ai tanti ragazzi africani che stazionano tra gli stalli blu; e questi lo rivendevano al conducente che arrivava subito dopo. Ma nel tempo il comportamento di alcuni senegalesi è diventato insistente e, in alcuni casi, si è trasformato in minaccia ed estorsione: un clandestino è stato arrestato a giugno perché pretendeva di vendere a un euro il ticket usato da 50 centesimi. Allora è stata identificata la soluzione nelle nuove macchinette che rilasciano il tagliando del posteggio solo dopo l’inserimento del numero di targa: in questo modo non si possono più riciclare i biglietti. La misura è stata annunciata mercoledì e i primi parcometri sono in funzione praticamente da quel giorno. Ma già ieri sembrava del tutto metabolizzata, al punto che abbiamo controllato i cruscotti di un centinaio di vetture: non solo tutti i tagliandi avevano il numero (per forza, altrimenti la macchinetta non va avanti), ma addirittura era quello giusto, nel senso che nessuno ricicla più e nessuno sbaglia. Solo una scena “tradisce” che per qualcuno si tratta ancora di una novità: a ora di pranzo una ragazza ha dovuto sventolare in modo eclatante il ticket e suonare il clacson tre volte per convincere un senegalese a lasciare il suo centimetro quadro d’ombra; questi si è alzato più per educazione e ha preso il biglietto ringraziando, ma sapendo benissimo di non poterlo più smerciare. Verrebbe da chiedersi, pertanto, come mai ci sono ancora tutti quanti i ragazzi di colore che siamo abituati a incontrare nei parcheggi: ieri erano una ventina solo in zona Ospedale. Semplice: alcuni “aiutano” chi ha l’auto lontana a ricordare il numero di targa, sperando che la corsa andata/ritorno frutti una mancia. Altri si sono allontanati di poco e frequentano anche l’area del parcheggio in cui non si paga, provando a vendere i classici accendini o fazzolettini.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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