Sicurezza
Crisi, l’industria pisana viaggia in rosso
La produzione cala del 2,4%, il fatturato del 4,1% e gli ordinativi cedono il 2,8%. Scende anche l’occupazione: -2,3%
PISA. Sono tutti negativi gli indicatori medi dell’indagine congiunturale condotta dall’Unione Industriale nei vari comparti per il secondo trimestre dell’anno. I risultati aggregati vedono la produzione dell’industria provinciale scendere del 2,4%, il fatturato del 4,1% e gli ordinativi 2,8%. La domanda estera (57,6%), pur in un mercato in diminuzione, occupa percentualmente gli spazi lasciati dal mercato interno (42,4%), sempre più debole. Il dato medio dell’occupazione è del -2,3%; anche a livello dei singoli settori, la percentuale è sostanzialmente conforme alla media provinciale.
Ora diamo uno sguardo ai vari settori.
Metalmeccanico. La produzione segna -4% portando il fatturato e gli ordinativi a valori in terreno negativo (rispettivamente -6,7% e -7,2%). Le componenti di domanda interna ed estera continuano a oscillare: la prima costituisce il 67% del totale mentre la seconda ne rappresenta il 33%. L’occupazione è sugli stessi valori dello scorso anno.
Mezzi di trasporto. Subisce una forte flessione rispetto allo scorso anno la produzione, segnando -5,3%, così come cede il fatturato (-6,7%). Gli ordinativi totali, in flessione (-6,7%), riportano una buona quota di domanda estera (il 69% del totale), mentre quella interna si attesta al 31%. Sale il magazzino (+2,2%). In calo l’occupazione (-1,5%).
Pelli e cuoio. Trimestre di sostanziale tenuta, che coinvolge le aziende in modo disomogeneo. Gli indicatori: +0,33% la produzione, allineata con gli ordinativi ed il fatturato (+0,3%). La domanda continua a vedere l’aumento di quota del mercato estero, che costituisce il 62% del totale. L’occupazione resta su livelli negativi: -3,2%.
Chimica e plastica. Valori negativi per tutti i principali indicatori, che segnalano un’altalena delle performance dovuta alla domanda intermittente. Produzione -10,2%, fatturato -9,2%, ordinativi in diminuzione (-10%) che si legano al mercato estero per il 41,5% della domanda. L’occupazione segna -9%.
Calzature. Il settore registra valori che riflettono nuove incertezze: -5,3% la produzione, -2,3% il fatturato, trascinato in negativo dagli ordinativi che calano del 2,6%. I dati relativi alla domanda estera tendono a rafforzarsi: 58% del totale, mentre la domanda interna si contrae (42% del totale). L’occupazione si riduce(-1,2%).
Legno e mobili. Il comparto vede un trimestre negativo. La produzione segna -7,6%, il fatturato -2,2% e gli ordinativi -4,8%. A fronte di una domanda interna che è il 55% del totale, resta a livelli consistenti quella estera (45%) confermando la ripresa dell’export per il settore. Occupazione negativa (-1,3%).
Farmaceutica. In linea con la sua tendenza anticiclica, il settore presenta un andamento positivo per tutti i principali indicatori: +3,4% la produzione, +5,6% il fatturato, stesso valore degli ordinativi, ancora vincolati alla domanda interna (il 91,4% del totale).
Grafica ed editoria. I dati aggregati mostrano un quadro che continua a flettere dopo le oscillazioni degli scorsi trimestri: la produzione scende di 14,8 punti percentuali, così come il fatturato. Anche gli ordini non promettono bene per i prossimi trimestri (-15,1%) e restano legati nella loro totalità alla domanda proveniente dal mercato nazionale. L’occupazione è in calo (-1,8%).
Tessile. Le performance sono negative: produzione, fatturato e ordinativi risultano in flessione. La produzione e il fatturato segnano -7,5%, gli ordini -1,5. Il settore registra un peso del 50% sia per il mercato interno che per quello estero. Ferma l’occupazione.
Edilizia. Qui si continua a risentire di una contrazione generalizzata e di lunga durata sia nell’edilizia civile che stradale. Performance in terreno negativo: -3,5% la produzione, seguita da un fatturato che segna -2,9%, mentre gli ordinativi calano del 3,5%. L’occupazione risente delle difficoltà (-4,8%).
Vetro e ceramica. Il settore vede indicatori disomogenei e instabili: produzione +10,7%, fatturato -14,3%, ordinativi -2,1%, che trovano spiegazione nelle diverse performance e caratteristiche produttive delle aziende del settore. Buono l’andamento della domanda estera (36% del totale). L’occupazione è sostanzialmente invariata (-0,6%).
Terziario avanzato. Disomogenee le performance: stabile la produzione (+0,2%), a fronte di un fatturato in calo (-7,3%). Vanno meglio gli ordinativi: +7,6% rispetto allo stesso trimestre del 2011. La domanda estera si attesta al 24,8% del totale, meglio rispetto agli scorsi trimestri. Negativa l’occupazione (-2,7%).
Alimentare. Performance positive per il comparto: produzione e fatturato segnano rispettivamente +5,5% e +5,7%, gli ordinativi +5,5%, un dato che si lega in buona parte alla componente estera della domanda (il 40%), invertendo l’orientamento degli ultimi trimestri. L’occupazione resta ferma (+0,1%).
Servizi. Il settore registra complessivamente un forte calo dei principali indicatori: -16% il fatturato, che si accompagna a una analoga contrazione della domanda (-16%, composta per la sua totalità dal mercato interno). L’occupazione riporta una flessione simile a quella del fatturato (-10%).
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