Il dolore
Verifica di Sepi sul recapito delle notifiche
TIRRENIA. «Ma come hanno fatto a non trovarmi? Sono qui dalla mattina alla sera» dice Paolo Iacopozzi, gestore del distributore Esso su via Pisorno dove, nella stessa area, ha la sua abitazione. Esce...
TIRRENIA. «Ma come hanno fatto a non trovarmi? Sono qui dalla mattina alla sera» dice Paolo Iacopozzi, gestore del distributore Esso su via Pisorno dove, nella stessa area, ha la sua abitazione. Esce di casa ed è già sul piazzale pronto a rifornire le auto di benzina. Invece, lo ha subito trovato la postina che gli ha recapitato una raccomandata con ricevuta di ritorno con cui Sepi informava che non essendo stato trovato nella sua residenza si sarebbe dovuto recare agli uffici di Marina dell’ex circoscrizione per ritirare un atto di notifica (una multa dei vigili come la riceviamo quasi tutti).
«Così, sono dovuto andare a Marina. Ma non mi spiego come mai il messo inviato dalla Sepi non mi abbia trovato», dice ancora Iacopozzi.
La Sepi paga il servizio di notifica con soldi pubblici e il cittadino ha tutto il diritto di sapere se questi sono soldi ben spesi. Abbiamo parlato del caso con l’assessore Giovanni Viale il quale ci ha messo in contatto con Annalisa Dolinich, dirigente Sepi: «Una ditta si è aggiudicata l’appalto per il servizio di notifica dei nostri atti. Il primo atto è una notifica che inviamo all’indirizzo di residenza. Se la persona non viene trovata presso la sua abitazione, inviamo una raccomandata tramite Poste. E così è stato, ma in questo caso c’è un’anomalia in quanto la persona lavora e abita nello stesso luogo. Per accertare quanto accaduto, sarà aperta un’indagine tecnica di non conformità in quanto, con la ditta vincitrice dell’appalto, ci sono delle rigide disposizioni. E nel caso in cui non siano state rispettate, è prevista una sanzione».
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