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Aeroporto e rumori, il Cnr studia il caso

Aeroporto e rumori, il Cnr studia il caso

Ricerca in corso sull’eventuale relazione tra alcune patologie e residenti. Il sindaco: per via Cariola aspetto il viceministro

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PISA. Ci sta provando il progetto “Sera” (Studio sugli Effetti dei Rumori Aeroportuali) a dare una risposta, anche in termini scientifici, ai disagi manifestati dagli abitanti di via Cariola e via Carrareccia, l’ex borgo agricolo rimasto come intrappolato nell’area del Galilei in continuo sviluppo. Il progetto, partito a primavera (e che si concluderà nei prossimi mesi), vuole verificare se ci sia una relazione diretta tra il rumore degli aerei e l’aumento di ipertensione e disturbi cardiovascolari nei residenti delle zone più vicine. Saranno coinvolti alla fine 400 cittadini, di età compresa tra 40 e 75 anni, che abitano nelle vicinanze dell’aeroporto, perché non solo quelli delle vie Cariola e Carrareccia hanno di che lamentarsi.

Il progetto. C’è anche il problema dell’inquinamento atmosferico (la gente non ne può più del forte odore di kerosene), ma “Sera” indaga in modo specifico sulla questione rumore. Il progetto è nazionale, parte dal programma europeo Hyena (che ha evidenziato nel corso dei suoi studi in varie realtà un eccesso di rischio di ipertensione del 10% per ogni incremento di 10 decibel) e, oltre Pisa, riguarda gli scali di Torino-Caselle, Milano-Malpensa, Milano-Linate, Venezia-Tessera, Cagliari-Elmas. Lo studio, a Pisa, è condotto dall’istituto di Fisiologia clinica del Cnr, in collaborazione con l’Asl 5 e la Società della Salute; responsabile del progetto è Maria Angela Vigotti, ricercatrice dell’Università, associata all’Unità di ricerca epidemiologica ambientale del Cnr. E’ la prima indagine aggiornata del genere, pur settoriale, dopo che il Galilei ha visto la sua più grande fase di espansione.

Il vecchio accordo. Sull’altro binario, sono le pressioni politiche a dover giocare un ruolo determinante per sbloccare la situazione. Gli abitanti di via Cariola e via Carrareccia, 44 famiglie, devono di sicuro lasciare le loro case e spostarsi altrove, essendo ormai ubicate, di fatto, all’interno dell’aeroporto. Per consentire ciò, i loro immobili devono essere valutati, l’area deve passare tutta sotto il demanio e il governo deve trovare le risorse economiche per la nuove residenze. Nell’autunno del 2010 la strada sembrava mettersi in discesa dopo l’intesa firmata da Comune, Provincia, Regione, Sat, ministeri dei Trasporti e della Difesa. A tirare le fila, tra gli altri, l’allora ministro Altero Matteoli. Poi è cambiato il governo e tutto si è fermato. Nei mesi scorsi il Comune aveva scritto al premier Monti elencando i nodi ancora irrisolti nel rapporto tra esecutivo nazionale e Palazzo Gambacorti: nella lista anche il caso di via Cariola. Nel frattempo è stato chiesto al ministro Passera un incontro, con l’obiettivo principale di riattivare l’intesa del 2010 concretizzandola. Ma da Roma non sono arrivate risposte. Ci ha provato, a maggio, anche il senatore Matteoli con un’interrogazione parlamentare. «Occorre ricordare - scriveva Matteoli - che durante il precedente governo era stato istituito presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un tavolo tecnico, e nel corso dei lavori erano stati già individuati possibili percorsi e tempi di attuazione per risolvere tali problematiche». In particolare, «era stata ipotizzata una soluzione per liberare le aree attraverso l'abbattimento delle abitazioni previa corresponsione di un indennizzo ai proprietari o permuta delle abitazioni interessate».

In attesa del viceministro. Il sindaco Marco Filippeschi, che ha già annunciato l’intenzione di «autoconvocarsi davanti al ministero per dare il massimo di visibilità alla protesta», precisa che l’interlocutore, più che Passera, «è il viceministro Mario Ciaccia: deve riceverci, confermare gli impegni e procedere allo stanziamento». Ovvero la cifra necessario per lo spostamento delle abitazioni e per gli indennizzi. «Servono fondi governativi, che vanno messi per questo caso com’è stato fatto per altri aeroporti», incalza il sindaco.

Stima degli immobili. Nel frattempo anche il consiglio comunale si è interessato all’argomento. E l’assessore all’urbanistica Fabrizio Cerri, ribadito che «il ministro Passera ci ha snobbati», è entrato in qualche dettaglio sulle procedure per la delocalizzazione delle abitazioni di via Cariola, operazione complessiva da 20 milioni di euro. L’Agenzia del territorio ha fatto la stima delle case, attribuendo un valore complessivo di 13 milioni e 670mila euro (in media poco più di 300mila ad edificio). E’ dal mese di ottobre 2011 che il Comune ha trasmesso al ministro una bozza di accordo di programma con le azioni e gli interventi necessari a concretizzare il progetto. Da Palazzo Gambacorti ribadiscono: «Occorre ora che il ministro Passera la assuma come intesa definitiva».

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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