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Il commissario è Susanna Ceccardi

Nemmeno un mese fa il Carroccio aveva eletto il nuovo direttivo

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PISA. Susanna Ceccardi è il nuovo commissario provinciale della Lega Nord. La settimana scorsa tre membri su sei del direttivo si sono dimessi e, da statuto, è scattato il commissariamento previsto in caso di decadenza di almeno il 50% dei nomi. Il deputato Gianni Fava, uno dei coordinatori nazionali del Carroccio, ha scelto di affidare l’incarico alla giovanissima Ceccardi, 25 anni, consigliere comunale a Cascina. Sempre da statuto, il territorio potrebbe richiedere la convocazione del congresso provinciale entro novanta giorni, ma la neo incaricata fa presente di aver ricevuto «un mandato lungo», durante il quale vorrebbe «ricucire eventuali questioni personali che hanno portato a una situazione di divisione, riportare la politica al centro della discussione e far convergere il nostro impegno verso le amministrative del 2013». Nessuno, all’interno della Lega, vuole spiegare esattamente cosa sia accaduto.

Ma i fatti certi, messi nell’ordine, sono: il partito in provincia di Pisa è stato commissariato per quasi cinque anni; il 14 luglio c’è stato un congresso che ha eletto il nuovo direttivo dal basso; il candidato alla segreteria era Roberto Sala; Ceccardi, che non faceva parte del direttivo, aveva definito quella candidatura «non responsabile», forse perché espressione di una fetta del Carroccio che in questi anni ha creato divisioni; al momento della fiducia al segretario, tre su cinque (il coordinatore cittadino non vota) si sono dimessi. Domanda secca alla neo commissaria: allora dal livello nazionale le hanno dato ragione, di fatto avallando la sua linea? Lei si schermisce, preferisce parlare di futuro e punta a lavorare.

La prima battaglia è sulla politica «scellerata» della riduzione delle Province. Non le manda a dire: «La scelta di accorpare Pisa alla provincia di Livorno è un caso emblematico di quanto poco questi tecnocrati badino all’identità dei singoli territori e fino a che punto le città, la storia, le tradizioni e le economie siano soltanto, per i professori, un ammasso di numeri». Se il buongiorno si vede dal mattino, Ceccardi si mostra combattente anche sul piano locale e riserva una dose di veleno ai presunti colpevoli della sconfitta: «È vero, forse qualche responsabilità ce l’hanno anche gli amministratori pisani, che hanno permesso che la nostra Pisa si spopolasse così nel corso degli anni, ma fortunatamente il nostro passato imponente ha tenuto botta ed è riuscito a mantenere alto il prestigio di Pisa in tutto il mondo».

Quindi passa al marchio di fabbrica leghista, il valore del localismo: «La Lega Nord si oppone da sempre all’abolizione delle province perché sono un baluardo di identità e un veicolo per offrire ai cittadini risposte in tempi certi. La nostra battaglia esce ora allo scoperto in tutta la sua verità». Insomma, Pisa e Livorno devono rimanere distinte e il governo tagli fondi sulle spese inutili, non sui «servizi essenziali, alimentando lo sconcerto e il malessere dei cittadini». (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa